Marche

completato il 30% delle opere


ANCONA Il cantiere del lotto 2 Genga-Serra San Quirico entra nella sua fase più delicata e chiede spazio. Ne è diretta conseguenza lo stop al traffico ferroviario previsto dal 25 febbraio sulla tratta tra Castelplanio e Genga: il prezzo da pagare per far avanzare il segmento centrale della Orte–Falconara, quello sottoposto alle scadenze del Pnrr e destinato a determinare i tempi dell’intero intervento. Qui l’opera di raddoppio non è più solo un progetto sulla carta, ma un insieme di lavorazioni che devono necessariamente interferire con la linea esistente. Il lotto 2 è oggi il tratto più avanzato della direttrice marchigiana.

Chi esegue i lavori

I lavori, affidati a Eteria Consorzio Stabile, hanno superato il 30% di avanzamento complessivo e vedono impegnate circa 300 maestranze, organizzate in più squadre operative sette giorni su sette. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova linea ferroviaria lunga 8,9 chilometri, di cui 7,6 in variante rispetto alla linea storica, pensata per ospitare il doppio binario e velocità fino a 200 chilometri orari nei tratti compatibili. L’investimento complessivo del lotto è di 592,18 milioni di euro. Il cantiere ha preso ritmo già dalla primavera. Il 26 marzo scorso la prima volata della galleria Chiaradovo ha segnato l’avvio operativo dei lavori, aprendo la fase degli scavi in sotterraneo che oggi scandisce l’avanzamento del lotto. Il cuore dell’intervento è rappresentato dalle sei gallerie naturali, per uno sviluppo complessivo di circa 5 chilometri in sotterraneo, che rendono questo tratto uno dei più complessi dell’intera direttrice. Ad oggi, fanno sapere da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs Italiane) circa 3 chilometri di gallerie risultano già completati. In particolare, sono stati conclusi gli scavi di Chiaradovo, la galleria più corta con 267 metri, e di La Rossa, la più lunga con 1.210 metri. Mentre proseguono le lavorazioni delle altre quattro: Valtreara (900 metri), Genga (565 metri), Mogiano (515 metri) e Murano (964 metri). Parallelamente procedono anche le opere all’aperto: sempre dal Gruppo Fs riferiscono che sono in corso le fondazioni dei quattro viadotti, con la realizzazione delle pile, oltre ai tratti in rilevato e in trincea.

Gli assetti temporanei

Il progetto comprende quindi una serie di interventi accessori ma strategici: l’adeguamento della viabilità locale, il ripristino dei collegamenti con la statale 76, la trasformazione dell’attuale stazione di Serra San Quirico in fermata e la realizzazione di una nuova stazione a Genga, di cui la parte strutturale è ormai in fase di completamento. Accanto a questi interventi, la realizzazione della deviazione provvisoria della linea esistente. Si tratta di un assetto temporaneo indispensabile per spostare il traffico ferroviario e liberare gli spazi necessari alla costruzione della nuova sede a doppio binario. È proprio l’attivazione di questa deviata a rendere necessari i blocchi temporanei della circolazione, che non possono essere gestiti a linea aperta. Da qui la sospensione prevista dal 25 febbraio, con la tratta interessata compresa tra Castelplanio e Genga. Durante il blocco alcune soluzioni di viaggio a lunga percorrenza non risultano acquistabili, mentre i collegamenti alternativi prevedono instradamenti via Bologna, con cambi intermedi e un sensibile allungamento dei tempi di percorrenza. Dal 7 marzo la circolazione dovrebbe tornare regolare, mentre i servizi regionali non subiranno variazioni. Il cronoprogramma dell’opera resta confermato. Una consegna parziale è prevista entro giugno, in linea con gli obblighi del Pnrr, mentre il completamento complessivo del lotto è programmato nel corso del 2027.




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