Società

Competenze digitali, un giovane italiano su tre non raggiunge il livello base: il paradosso dei nativi digitali secondo Eurostat

I dati Eurostat, relativi al 2025, confermano un ritardo strutturale dell’Italia nelle competenze digitali, con il 54,3% della popolazione che possiede competenze almeno di base, contro una media europea del 60,4%.

Il gap di 6 punti percentuali rappresenta un divario significativo, anche se il dato italiano mostra un miglioramento rispetto all’anno precedente. L’Italia si colloca nella parte bassa della classifica europea, precedendo solo Romania (46%), Bulgaria (52,3%), Polonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Grecia e Slovenia.

Nativi digitali e paradosso generazionale

La situazione dei giovani tra 16 e 29 anni rivela un paradosso preoccupante: nonostante siano considerati “nativi digitali”, il 30,9% di questa fascia d’età non possiede competenze digitali adeguate. Il dato italiano del 69,1% resta sotto la media europea del 74,7%, evidenziando come l’esposizione tecnologica quotidiana non si traduca automaticamente in competenze strutturate.

Il framework europeo DigComp valuta cinque aree chiave: risoluzione di problemi informatici, alfabetizzazione su dati e informazioni, comunicazione e collaborazione digitale, sicurezza in rete e creazione di contenuti digitali.

Un elemento significativo emerge dal confronto europeo: tra i sette paesi con dati inferiori all’Italia figura la Germania con il 65,2%, dimostrando che il ritardo digitale non colpisce solo le economie periferiche.

Istruzione come leva per le competenze digitali

La correlazione tra livello di istruzione e competenze digitali mostra differenze marcate: il 56,7% delle persone con basso livello di istruzione possiede competenze adeguate, percentuale che sale al 71,7% per chi ha istruzione media e raggiunge l’84,7% tra i cittadini con i più alti livelli di istruzione.

Il divario di 28 punti percentuali tra istruzione bassa e alta sottolinea il ruolo cruciale del sistema educativo nel colmare le lacune digitali. La scuola rappresenta un presidio fondamentale non solo per trasmettere conoscenze, ma anche per garantire parità di accesso a strumenti e infrastrutture digitali, riducendo le disuguaglianze educative.

Durante l’anno scolastico 2024/25 solo il 40,7% degli edifici scolastici italiani era dotato di aule di informatica, con regioni come Calabria (27,2%) e Lazio (25,4%) sotto la media nazionale, mentre Valle d’Aosta (61,9%), Liguria (59,1%) e Piemonte (53,6%) guidano la classifica.


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