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Commissione Affari di Stato, Kim Jong-un succede ancora una volta a… se stesso

Kim Jong-un succede ancora una volta a se stesso. Il leader nordcoreano è stato rieletto presidente della commissione Affari di Stato, la più alta posizione del principale organo di guida politica del paese, creato nel 2016 e considerato la massima autorità in Corea del Nord. Lo riporta l’agenzia di stampa statale KCNA.

La rielezione ha avuto luogo ieri durante la prima sessione della nuova legislatura dell’Assemblea Suprema del Popolo, a Pyongyang, dopo le elezioni parlamentari di metà marzo. Questo è il terzo mandato consecutivo di Kim a capo della commissione Affari di Stato. Il leader del regime ricopre anche il ruolo di segretario generale del Partito dei Lavoratori.

La sessione ha inaugurato il lavoro della 15 legislatura del parlamento nordcoreano, che di fatto è chiamato a ratificare le decisioni di Kim e del partito. L’assemblea, che di solito dura due giorni, prevede anche di discutere l’attuazione del piano quinquennale di sviluppo economico approvato al 9 Congresso del partito a febbraio, nonchè possibili revisioni della costituzione.

Tra le questioni che potrebbero essere affrontate c’è l’eventuale inserimento formale nella Costituzione della Corea del Sud come uno «stato ostile». La possibile riforma costituzionale potrebbe consolidare la dottrina promossa da Kim secondo cui le due Coree sono «due stati ostili l’uno all’altro.

«Sebbene i media statali abbiano già indicato nel 2024 che questa posizione fosse stata incorporata nella Costituzione, la sua possibile formalizzazione nel nuovo parlamento rappresenterebbe un colpo per i gesti concilianti verso Pyongyang dell’attuale amministrazione sudcoreana di Lee Jae-myung.

La nuova Commissione Affari di Stato non include Kim Yo-jong, la sorella influente del leader, secondo l’elenco pubblicato dalla KCNA. L’assenza potrebbe essere legata alla sua promozione annunciata il mese scorso a direttore del dipartimento Affari Generali del Comitato Centrale del partito, una posizione che rafforza il suo ruolo di braccio destro del presidente.


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