Economia

Commerzbank apre a Orcel: “Ma ci serve una proposta”


MILANO – Commerzbank apre uno spiraglio a Unicredit il giorno dopo l’annuncio di una offerta pubblica di scambio – a scarsissimo premio – del gruppo italiano sul 70% e rotti della banca tedesca che ancora non controlla. Ma resta con un piede dietro la porta, a bloccare qualsiasi intrusione.

Da Francoforte il messaggio della ceo Bettina Orlopp è netto: «Saremmo assolutamente disposti a sederci a un tavolo e a discutere una proposta» con gli italiani, spiega, ma «non c’è ancora una bozza di base». Tradotto: disponibilità sì, ma solo davanti a numeri precisi, struttura della possibile operazione e premio per gli attuali azionisti, che – è l’ovvio sottinteso – dovrà essere ben superiore al 4% circa implicito nell’Ops in arrivo da Milano. Dunque, serve una base scritta e non le semplici dichiarazioni di intenti fatte finora da Andrea Orcel, per «valutare se questo crea valore o meno». Non è un capriccio del management, ma «è anche nell’interesse degli azionisti».

Come leggere le parole di Orlopp? L’amministratrice delegata non nasconde il suo disappunto per la proposta non sollecitata, e del resto su questo è in linea con il governo tedesco: l’annuncio di lunedì fatto da Unicredit è «una sorpresa», ma soprattutto si basa su «un prezzo molto basso» rispetto al target interno di 37 euro.

E, in ogni caso, «non era necessario presentare un’offerta pubblica di acquisto per portarci al tavolo delle trattative». Poi un elemento di critica all’operazione, che «non sembra nemmeno volta ad acquisire il controllo». Una mezza scalata, insomma, che rischia di non avere né la forza né la chiarezza per passare.

C’è spazio anche per qualche dichiarazione bellicosa: «Finché non abbiamo una proposta, restiamo alla nostra strategia autonoma», dice la ceo, ricordando i risultati record del 2025 e un avvio del 2026 «molto positivo». Con un orizzonte che si allunga: nuovi obiettivi non solo al 2028 ma anche al 2030. E un avvertimento agli italiani: qualsiasi integrazione sarebbe «molto, molto difficile in un ambiente ostile», come oggi appare ed è quello tedesco verso l’iniziativa.

Da Unicredit, ieri in marginale rialzo dello 0,47%, nessuna replica ufficiale. Ma nella sostanza Orcel può essere soddisfatto delle prime reazioni alla sua mossa di sponda: se il primo obiettivo è quello di uscire da uno stallo che rischiava di prolungarsi all’infinito, i segnali in arrivo dalla Germania si possono leggere anche in modo positivo, per l’appunto come una prima e condizionata disponibilità a trattare.

Sull’operazione italiana, dopo le parole di sostegno arrivate lunedì dalla Lega, ieri è stato il deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, a esprimere un tiepido apprezzamento: «Penso che sia sempre un’opportunità se aziende italiane riescono a conquistare fette di mercato sullo scenario estero». Non un endorsement travolgente, ma la conferma che se Unicredit non si muove nel panorama italiano ma all’estero, la nostra politica è pronta a dare la sua benedizione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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