Come l’Intelligenza Artificiale sta riscrivendo le regole della ricerca educativa: sfide, opportunità e le domande scomode che scuotono scuole, docenti e studiosi di tutto il mondo
La riflessione sui problemi e le possibilità della ricerca educativa nell’era dell’intelligenza artificiale nasce da uno studio intitolato “The Death and Rebirth of Research in Education in the Age of AI: Problems and Promises”, pubblicato nel 2025 sulla rivista ECNU Review of Education.
L’analisi è frutto del lavoro condotto presso la School of Education and Human Sciences della University of Kansas. Il team di ricerca ha portato avanti una review critica di letteratura, integrando prospettive storiche, filosofiche e metodologiche, al fine di indagare sul perché la ricerca educativa abbia inciso solo marginalmente sulle politiche scolastiche e sulla realtà delle classi.
Le principali criticità della ricerca educativa
L’indagine evidenzia come la ricerca educativa tradizionale sia ostacolata da numerosi fattori: l’eccessiva frammentazione metodologica, la predominanza degli strumenti quantitativi, la scarsa attenzione alla diversità degli studenti e la tendenza a sovrastimare i risultati. Ulteriori ostacoli sono individuati nei limiti dei processi di peer review e nell’esasperazione di modelli statistici che, spesso, non riescono a cogliere la complessità reale del contesto scolastico.
L’articolazione delle problematiche mette in luce come la produzione di conoscenza in campo educativo risenta di una polarizzazione tra paradigmi contrapposti e della propensione a misurare successi tramite risultati univoci, come i test standardizzati, tralasciando i molteplici esiti possibili dell’apprendimento.
Sfide e opportunità offerte dall’intelligenza artificiale
L’arrivo dell’intelligenza artificiale ha acutizzato alcune criticità già esistenti, ma al contempo apre spazi per una rinnovata progettazione del sapere pedagogico. La rapidità con cui si evolvono gli strumenti digitali impone una revisione delle metodologie tradizionali: la ricerca deve orientarsi verso approcci flessibili, iterativi e capaci di rispondere alle trasformazioni in tempo reale. L’IA impone anche nuove sfide etiche e stimola la partecipazione attiva di docenti e studenti nei processi di indagine.
Secondo quanto scritto nella ricerca, “la collaborazione tra intelligenza umana e artificiale spinge a ripensare non solo gli scopi dell’educazione, ma anche le modalità di produzione della conoscenza e di valutazione degli esiti”. In quest’ottica, il valore della ricerca educativa si misura dalla sua capacità di adattarsi, abbracciare il pluralismo metodologico e rispondere alle complessità della società contemporanea, con uno sguardo sempre attento alle questioni di equità e inclusione.
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