Viaggi e turismo

come funziona il prezzo dinamico


👉 Perché il prezzo non è più “fisso” (e cosa c’entra la domanda)

Finora le differenze di prezzo dipendevano quasi esclusivamente dalle offerte disponibili: una quota fissa di biglietti Economy, poi la Base, poi via via le tariffe più alte, indipendentemente dal giorno della settimana. Ora invece entra in gioco soprattutto la domanda reale: se un treno è molto richiesto (weekend, orari business, periodi festivi), il prezzo sale; se invece viaggia in una fascia meno appetibile, aumentano le possibilità di trovare tariffe più basse.

È per questo che, oggi, un Frecciarossa Bari–Milano a gennaio può superare i 100 euro, mentre lo stesso treno prenotato con largo anticipo a febbraio costa meno della metà.

L’obiettivo di Trenitalia è chiaro: riempire meglio i treni anche nei giorni “vuoti”, aumentando il tasso di riempimento.

👉 Cosa cambia davvero per chi viaggia – e cosa resta uguale

C’è però qualche paletto importante. Il sistema non riguarda Intercity e regionali, che restano a prezzo calmierato perché finanziati con fondi pubblici, ma solo le Frecce “a mercato”.

E niente panico da voli di Ferragosto: Ferrovie dello Stato assicura l’esistenza di un tetto massimo ai prezzi, oltre al fatto che la concorrenza – oggi Italo, domani probabilmente anche SNCF – limita eventuali rincari estremi.

Dietro le quinte lavora un software che suggerisce i prezzi, ma le decisioni finali passano comunque dalla direzione marketing.

Il messaggio per noi Pirati, però, è semplice e molto concreto: chi pianifica e compra prima, viaggia meglio (e spende meno). Anche sui binari 🚄


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