come affrontare i cambiamenti complessi

Questa parola è oggi comune e inflazionata nella letteratura e nelle pratiche manageriali. Credo sia utile fermarci un momento e capire la profondità di quanto un concetto come questo possa restituire e provare a comprendere meglio perché alcuni di noi sono più propensi ad assumersi delle responsabilità e alcuni meno. Essere proattivi significa qualcosa in più del semplice prendere l’iniziativa. Significa riconoscere che, come esseri umani, siamo responsabili delle nostre risposte. Il nostro comportamento non è una funzione delle condizioni in cui viviamo, ma delle decisioni che prendiamo. Possiamo subordinare impulsi e sensazioni ai valori, ed è in questo spazio che si gioca la nostra capacità di influenzare ciò che accade.
La “responsabilità” – letteralmente “abilità di risposta” – è la capacità di scegliere la nostra risposta o reazione. Le persone proattive accettano questa responsabilità, non biasimano per il proprio comportamento circostanze, situazioni o condizionamenti ma lo riconducono ad una scelta consapevole, fondata sui valori.
Se la nostra vita dipende dal condizionamento e dalle situazioni è perché noi, per una decisione cosciente o per inadeguatezza, abbiamo scelto di permettere che siano queste cose a controllarci. E nel compiere questa scelta, diventiamo reattivi. Le persone proattive non sono meteoropatiche: se piove o splende il sole non fa differenza. Il punto di partenza è un valore, e se il loro valore è quello di lavorare con un’ottima qualità, non dipende dal favore o meno del tempo.
Mossi dai valori, non dalle situazioni
La capacità di subordinare un impulso a un valore è l’essenza della persona proattiva. Chi è reattivo è spinto dai sentimenti, dalle circostanze, dalle situazioni. Chi è proattivo è mosso dai propri valori: valori profondamente ponderati, scelti e interiorizzati. Anche le persone proattive sono influenzate dagli stimoli esterni – fisici, sociali e psicologici – ma la loro risposta agli stimoli, consci o inconsci, è una scelta che si basa su un valore.
Purtroppo, quando la tendenza è quella di non assumersi responsabilità emerge con forza una lettura reattiva del contesto e delle situazioni. Quante volte, alla macchinetta del caffè, durante un pranzo o un meeting, abbiamo ascoltato quel collega dire: “questa roba andrebbe spiegata a chi decide”, “chi sta sopra non ha idea di cosa succede davvero”, “noi paghiamo scelte prese altrove”.
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