Trentino Alto Adige/Suedtirol

Coltelli vietati: «Criminalizzati anche gli attrezzi da lavoro» – Cronaca



BOLZANO. Divieto di portarsi in giro lame a serramanico di lunghezza uguale o superiore ai cinque centimetri. Il mondo professionale e associazionistico altoatesino sono in subbuglio. Contrari vigili del fuoco volontari, associazioni alpinistiche, soccorritori, cacciatori, fungaioli, pescatori, cappelli piumati.

E non è tanto o solo questione di tempo libero, perché rischiano di andarci di mezzo le stesse attività professionali: artigiani, operai, manutentori, sceneggiatori. Per fare un minimo di chiarezza, risulta assai utile sapere cosa ne pensi uno dei massimi esperti bolzanini, Giuliano Lorenzi, dell’omonima storica coltelleria di via Bottai.

Il quale, per iniziare, racconta due episodi significativi: negli ultimi giorni, dopo l’approvazione del Decreto Sicurezza, sono entrati in negozio diversi turisti stranieri; hanno provato a farsi fare lo sconto sui coltellini, chiarendo: da voi sono diventati illegali. Se la ridevano: tanto non li potete più vendere. «Siamo l’unico paese al mondo ad aver adottato questo tipo di restrizioni sui coltelli», così Lorenzi. «È anche una questione culturale: da noi molti padrini e madrine alla prima comunione regalano ai ragazzini un coltellino, per imparare a intagliare i bastoni di legno, le cortecce. Lo abbiamo fatto tutti, quando eravamo piccoli. È bellissimo, impari la manualità».

«Qui – tiene però a sottolineare Lorenzi – si stanno criminalizzando anche gli attrezzi da lavoro, che sono indispensabili e possono salvare vite. I coltelli da tasca col blocco lama non sono nati per scopi bellici o con cattive intenzioni. Giustamente, per quanto riguarda le armi bianche, facilmente occultabili, la legge non consente il porto, che è abusivo, esclusi i militari».

I coltelli col blocco lama sono stati inventati, spiega, per evitare che, in caso di interventi urgenti, la lama si richiuda. «Si pensi a un operaio in cantiere, legato con l’imbrago. Il ponteggio oscilla, s’inclina, lui rischia di cadere: il coltello può salvargli la vita». Altro caso: nel soccorso alpino, e per questo Cai e Avs sono su tutte le furie, «un coltello, più o meno apribile con una sola mano, può diventare indispensabile per recuperare un alpinista in difficoltà, legato alla corda».

Lorenzi va oltre: «Ho l’impressione che chi ha scritto questo decreto abbia dimenticato quanto dice la legge di pubblica sicurezza: non si possono portare coltelli fuori dalla propria abitazione, se non c’è un giustificato motivo e se non sussistono le circostanze giuste per averlo». Se porto i coltelli dall’arrotino per farmeli affilare, e li tengo in una borsa imballati con della carta, va bene.

«Ma a teatro non vado con il coltello, perché non mi serve. In auto il coltello va tenuto nello zaino, nel baule, perché quando guido non mi serve».

Il rischio, ora, è che chi va in montagna non possa più tagliarsi dello speck o del formaggio. Lorenzi approfondisce: «Finora contavano luogo, circostanze e persone: se hai già avuto guai penali, non è il caso che giri con un coltello in tasca. Ma come si fa a vietare a una mamma di portarsi dietro il coltellino svizzero per sbucciare una mela e tagliarla a spicchi per i figli?» Ai minori, già oggi i coltelli non si vendono. «Nemmeno agli apprendisti cuochi, devono essere accompagnati dai genitori. E le armi bianche noi le vendiamo soltanto a chi ha il porto d’armi».La gente, racconta Lorenzi, «si fa parecchie domande, c’è grande meraviglia. È anche una questione culturale, e non si pensi che valga solo per i tirolesi». Anche chi scende da una barca, non potrà più portarsi appresso il coltello da marinaio, perché ha la chiusura a scatto. «Io – racconta sempre Lorenzi – sono appassionato di apnea: se ti capita di trovarti sott’acqua impigliato in una rete da pesca, la tagli e ti salvi». Idem in alpinismo: «Personalmente mi è capitato di tagliare i pantaloni a qualcuno che si era fatto male. Questione di primo soccorso».

I pompieri volontari in tasca magari tengono un coltello. Ma fra casa e intervento o esercitazione, li dovessero fermare, ecco la sanzione. Lorenzi mostra delle pinze Leatherman, multiuso con lama. «Le usano i tecnici, per riparazioni sui tetti, gli scenografi teatrali al lavoro appesi ai cavi. La lama si blocca perché è pericoloso se ti si richiude in mano». Fuorilegge?Terribile poi, a detta di Lorenzi, il grado di penalizzazione, «fino a tre anni! Avvocati, pm, giudici. Tutta gente che paghiamo noi, ma poi, quando verrà fermata una persona normale, magari sulla funivia scendendo dalla montagna, col coltellino dimenticato in tasca anziché nello zaino, sanzione. Ma non si farà un giorno di carcere, però la cosa finirà sulla fedina penale, con interdizione dai pubblici uffici». Certe norme, conclude, oltre a mettere in difficoltà i negozianti e ancora di più le fabbriche che dovranno rivedere le loro produzioni robotizzate, «inducono a credere che “coltello uguale arma”. Ricordiamoci che il primo strumento dell’uomo primitivo è stata la lama di selce, che serviva per procurarsi il cibo». C’era la clava, come arma.




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