Sicilia

Coldiretti, patto salute tra medici e agricoltori in quattro grandi ospedali della Sicilia

Mangiare sano è alla base della salute. Prevenire le malattie attraverso l’alimentazione è la chiave di Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, grazie alla quale stamani in quattro ospedali siciliani pazienti, sanitari, famiglie hanno potuto degustare ed acquistare le specialità agricole direttamente dai produttori con i loro stand dentro i nosocomi.

Protagonisti del Patto per salute Arnas Civico – Di Cristina – Benfratelli di Palermo, il San Marco di Catania, il Sant’Elia di Caltanissetta e il San Vincenzo di Taormina.

«Dall’olio contraffatto che subisce manipolazioni e che viene miscelato per farlo diventare extravergine al grano trattato con il glifosate in pre-raccolta, una pratica consentita in altri Paesi extra-ue e vietata in Italia. E poi gli ultraformulati, energy drink, barrette proteiche, snack salati e merendine. Tutti cibi che ammalano e mettono seriamente a rischio la salute soprattutto dei più giovani. Si tratta di una vera e propria emergenza sanitaria su cui Coldiretti è intervenuta con decisione e per questo è nata l’alleanza per difendere i cittadini e promuovere corretti modelli di consumo incentrati su cibi sani come primo fronte della prevenzione» dice l’associazione agricola.

Walter Messina, direttore generale del Civico di Palermo, dice: «Abbiamo voluto aderire a Campagna Amica perché riteniamo che portare il cibo agricolo italiano, tracciato e di qualità all’interno dei luoghi della cura, sia fondamentale per diffondere un importante messaggio sociale, volto a promuovere l’adozione di corretti stili alimentari da parte della popolazione generale, affinché i cittadini diventino essi stessi costruttori del proprio diritto alla Salute, nonché sempre più consapevoli che, il rischio di insorgenza di alcune malattie può essere scongiurato mantenendo sane abitudini anche a tavola.

La sinergia, altresì tra mondo agricolo e sistema sanitario valorizza, mediante approcci innovativi, oltre che il benessere fisico e sociale delle persone, anche i nostri territori, sostenendo, pertanto, lo sviluppo della filiera produttiva e di quanti lavorano nell’indotto, co-creando, dunque, a sua volta valore».


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