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coinquilino in fin di vita

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Una serata che si è trasformata in tragedia quella di ieri, quando un uomo ha perso la vita e un altro si è salvato ma versa in gravissime condizioni a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio. L’allarme è scattato poco dopo le 20 in via Villa Laura, al civico 7, nel quartiere di Pontevigodarzere, a nord della città di Padova.

Secondo quanto ricostruito, alcuni amici delle due vittime, entrambi di origine nigeriana e conviventi nello stesso appartamento, hanno iniziato a preoccuparsi quando nessuno dei due rispondeva alle telefonate e ai messaggi. Il silenzio prolungato ha fatto temere che potesse essere accaduto qualcosa di grave, spingendo a richiedere l’intervento dei soccorsi.

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Intorno alle 20.30 sul posto sono arrivati i sanitari del Suem 118 e una squadra dei Vigili del fuoco di Padova, allertata per una possibile presenza di monossido di carbonio all’interno dell’abitazione. Presenti anche i Carabinieri della stazione di Vigodarzere, intervenuti per gli accertamenti del caso e per garantire la sicurezza nell’area.

L’appartamento si trova al secondo piano di un condominio della zona. Non ricevendo risposta dall’interno, i Vigili del fuoco hanno dovuto forzare la porta per entrare. Una volta all’interno, i soccorritori hanno immediatamente rilevato la presenza di monossido di carbonio nei locali, un gas incolore e inodore particolarmente insidioso, capace di saturare rapidamente gli ambienti chiusi e di provocare perdita di coscienza in tempi brevi.

I due uomini sono stati trovati privi di sensi in una stanza adibita a camerata, con diversi posti letto. Secondo un primo sopralluogo, l’appartamento risulterebbe abitato da più persone, tutte straniere. Le condizioni dei due sono apparse da subito estremamente gravi. I sanitari del 118 hanno avviato immediatamente le manovre di rianimazione su entrambi.

Per uno dei due, un uomo di circa 45 anni, nonostante i prolungati tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare. Il medico intervenuto ha dovuto constatarne il decesso direttamente sul posto. La notizia ha profondamente colpito sia i coinquilini sia gli altri residenti del condominio, accorsi nel frattempo nei corridoi e nell’area antistante l’edificio, preoccupati per quanto stava accadendo.

L’altro uomo, suo connazionale e coinquilino, è stato invece stabilizzato sul posto in condizioni critiche. I sanitari hanno proceduto con l’intubazione e con le prime terapie d’urgenza, prima di trasferirlo rapidamente all’Azienda Ospedaliera di Padova. Ricoverato in Terapia Intensiva, si trova tuttora in pericolo di vita. Le prossime ore saranno decisive per comprendere l’evoluzione del quadro clinico e le eventuali possibilità di recupero.

Parallelamente alle operazioni di soccorso sanitario, i Vigili del fuoco hanno avviato le verifiche tecniche all’interno dell’appartamento per individuare l’origine delle esalazioni. Tra le ipotesi al vaglio vi sarebbe il malfunzionamento di una stufa portatile, che potrebbe aver provocato la dispersione di monossido di carbonio nell’ambiente. Gli accertamenti sono tuttora in corso per chiarire con esattezza la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.

Le operazioni di bonifica si sono protratte per diverse ore. I pompieri hanno provveduto ad aerare i locali e a mettere in sicurezza l’abitazione, effettuando ulteriori misurazioni per assicurarsi che i livelli di gas fossero tornati nella norma. Solo al termine delle verifiche l’appartamento è stato dichiarato nuovamente agibile per gli altri occupanti.

I Carabinieri hanno raccolto le testimonianze dei presenti e avviato gli accertamenti di rito. L’obiettivo è ricostruire con precisione le ultime ore trascorse dai due uomini e comprendere quando si sia verificata l’esalazione. Al momento non emergono elementi che facciano pensare a cause diverse da un incidente domestico.

L’episodio riporta l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo di apparecchi di riscaldamento non adeguatamente manutenuti o impiegati in ambienti poco ventilati. Il monossido di carbonio, proprio perché invisibile e privo di odore, può accumularsi senza che le persone se ne accorgano, provocando sintomi inizialmente lievi come mal di testa e nausea, fino alla perdita di coscienza e, nei casi più gravi, alla morte.

La comunità di Pontevigodarzere è rimasta scossa dall’accaduto. Nel quartiere, una zona residenziale abitata da famiglie e lavoratori, la tragedia ha suscitato sconcerto e dolore. Nelle prossime ore si attendono ulteriori aggiornamenti sulle condizioni del ricoverato e sugli esiti degli accertamenti tecnici in corso.

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