Codici, segnali criptati e comunicazioni radio, anche così si combatte la guerra in Iran, tra depistaggi e messaggi reali
Comunicazioni radio misteriose, codici numerici incomprensibili e messaggi cifrati, c’è un’altra guerra via etere che si sta combattendo fin dallo scoppio del conflitto in Iran.
Il caso più eclatante è quello condiviso dal radioamatore milanese Roberto, noto su X con il nickname Shortwave Observer, ma in tutto il mondo ci sono state altre intercettazioni sospette: il messaggio captato dall’appassionato italiano di Number Stations è stato preso sul serio, tanto da essere stato contrastato dal 5 marzo, il giorno dopo l’ultima comunicazione.
“Erano le tre di notte e sono stato allertato da TJ, un ex ufficiale della RAF, uno specialista scrupoloso. Da quel momento ho iniziato a cercare e solo successivamente l’ho trovata”, ricorda Roberto sui social. “Attenzione, attenzione”, recitava il testo in farsi, dialetto iraniano, poi la lunga e incomprensibile sequenza numerica, “640962252132088271819034563351354248611388317397553995018498827641725553877352353253315929734035371425509125303818879920605756576670177169725535991679495926”.
“Il segnale, noto come V32 a 7910 kHz, è stato trasmesso per la prima volta il 28 febbraio 2026, in concomitanza con gli attacchi statunitensi e israeliani che hanno ucciso la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e scatenato disordini in Iran”, ha spiegato sul social un esperto. “Gli appassionati di onde corte dall’Europa al Nord America hanno registrato le sue trasmissioni giornaliere intorno alle 18:00 UTC, con una ricezione nitida a Milano il 3 marzo, alimentando un interesse diffuso. Mentre Priyom.org lo traccia come probabile origine vicino al Medio Oriente o al Mar Rosso”, ha precisato ancora, “alcune teorie suggeriscono che trasporti messaggi di spionaggio indecifrabili per dissidenti o agenti iraniani, forse del Mossad, della CIA o dell’MI6, nel contesto del vuoto di potere e delle minacce dell’IRGC”.
Inizialmente si era pensato che il messaggio criptato fosse un modo per comunicare con agenti iraniani del regime, ma essendo sconosciuta la chiave di decifrazione dello stesso non c’era alcuna certezza né del mittente né dei probabili destinatari: di certo c’era solo che la stazione aveva trasmesso il codice tra le 19.00 e le 3.00 e che qualcuno, evidentemente preoccupato per il contenuto della comunicazione, aveva deciso di contrastarla. “La frequenza è stata colpita da un intenso disturbo proprio quando la stazione Numbers in lingua persiana avrebbe dovuto trasmettere. Ovvero, sia oggi, 5 marzo, alle 02 UTC, sia alle 18 UTC”, ha scritto in un post Shortwave Observer. Interessante notare il fatto che, come rimarcato dal radioamatore milanese, “il segnale di disturbo sui 7910 kHz che blocca le trasmissioni in lingua persiana della Numbers-Station è identico al disturbo che da tempo contrasta ‘Radio Farda’, una stazione radio a onde corte anti-regime iraniano: da qui,quindi, il sospetto che a colpire la trasmissione possa essere stato qualcuno vicino al regime di Teheran.
La storia delle guerre è pregna di casi del genere, tra comunicazioni libere o cifrate, vere o mendaci: non sempre, infatti, l’obiettivo è quello di comunicare ordini a distanza o dare il via ad azioni concrete, ma anche quello di depistare il nemico all’ascolto fornendogli dei dati totalmente fasulli.
Le “Number Stations” sono stazioni radio in onde corte di origine misteriosa che trasmettono per l’appunto sequenze ripetitive composte da parole, numeri o lettere, nella maggior parte dei casi lette da voci sintetiche. Nonostante che siano state particolarmente attive negli anni della guerra fredda, alcune continuano a trasmettere ancora oggi.
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