Cna invita amministrazione a avviare lavoro
Gavorrano (Grosseto). Individuare strategie comuni per rilanciare l’area artigianale, renderla attrattiva per nuovi investitori e sostenere così la vivacità del territorio.
Sono queste, in sintesi, le richieste che Cna Grosseto rivolge all’amministrazione comunale di Gavorrano e, più in generale, alle istituzioni.
“Da una serie di incontri con i nostri associati che operano nelle aree artigianali di Bagno di Gavorrano e Basse di Caldana – spiega il presidente di Cna Grosseto, Saverio Banini – è emersa la preoccupazione per lo spopolamento di queste zone. Nonostante la buona volontà dei tanti artigiani e imprenditori che hanno scelto di mantenere là le loro sedi operative, tali aree si stanno svuotando e, nel giro di pochi anni, il rischio che le aziende si riducano ulteriormente è concreto”.
Molte delle persone che risiedono a Gavorrano, così come in altri comuni delle aree interne, lavorano infatti fuori, spesso nel capoluogo di provincia, e le imprese ancora presenti faticano a emergere. “Ci piacerebbe dare il nostro contributo e ideare strategie capaci di creare le condizioni per rendere più attrattiva questa zona che, dal punto di vista dei collegamenti infrastrutturali – continua Banini –, non ha nulla da invidiare alle aree artigianali di altri comuni”.
“Un primo intervento – aggiunge Banini – dovrebbe riguardare il manto stradale delle due zone artigianali, in particolare quella di Bagno di Gavorrano, che, in alcuni tratti, è rovinato e può diventare pericoloso. Effettuare piccole migliorie di questo tipo, oltre che comportare una crescita della sicurezza, migliora anche il decoro dell’area e può renderla più accogliente e attrattiva per chi va in visita alle aziende esistenti o chi la prende in considerazione per la propria attività”.
A questo potrebbe aggiungersi un sistema di agevolazioni, come ad esempio la riduzione delle tariffe sui rifiuti; si tratta di azioni che, secondo Cna Grosseto, potrebbero favorire la nascita di nuove attività artigianali.
“Oltre alla rottamazione dei tributi locali, che abbiamo già richiesto agli enti del territorio, potrebbero essere studiate altre agevolazioni. Il rischio concreto, altrimenti – sottolinea Banini –, è che nel giro di pochi anni non si trovino più in zona meccanici, falegnami o ditte edili, con una perdita significativa non solo economica, ma anche sociale per l’intera comunità”.
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