“Cittadini in campo mentre la politica guarda altrove”

“A Lanciano esiste un luogo che dovrebbe rappresentare il volto più moderno e solidale della città, ma che oggi racconta una storia diversa: quella dell’indifferenza amministrativa”. La consigliera comunale di Lanciano in Comune, Dora Bendotti, torna a parlare del parco giochi inclusivo ‘Tilde Lametti’, in viale Marconi, unico spazio cittadino progettato per accogliere bambini con diverse abilità, ma da tempo lasciato al degrado.
Erba incolta, rifiuti, giochi da sistemare. “Non dettagli, ma segnali evidenti di una mancanza di attenzione che pesa soprattutto sulle famiglie e sui più piccoli – sottolinea Bendotti che, da assessore alle politiche sociali e alle pari opportunità volle l’apertura di quello spazio – E mentre il parco cade nell’oblio, a intervenire non è chi governa la città, bensì i cittadini. Più volte l’area è stata ripulita grazie all’impegno personale di volontari e del gruppo civico ‘Lanciano in Comune’, che hanno restituito decoro a uno spazio pubblico senza attendere interventi ufficiali. Un gesto che dimostra senso civico, ma che allo stesso tempo solleva una domanda politica difficile da ignorare: perché devono essere i cittadini a sostituirsi alle istituzioni?”.
“La questione va oltre la semplice manutenzione – rimarca Bendotti – è una scelta di priorità. Da una parte eventi celebrativi e iniziative simboliche (come le feste per le nozze d’oro), dall’altra l’assenza di politiche concrete dedicate all’infanzia e all’inclusione. Il contrasto appare sempre più evidente agli occhi di molti residenti. Un parco inclusivo non è un lusso né un’opera accessoria: è un indicatore della qualità sociale di una città, del suo investimento nel futuro e della sua capacità di non lasciare indietro nessuno. Trascurarlo significa mandare un messaggio preciso su cosa conta davvero nell’agenda amministrativa”.
“La cura degli spazi per bambini non dovrebbe mai dipendere dalla buona volontà di pochi – conclude la consigliera di minoranza – Perché una comunità che non protegge i luoghi dell’infanzia rischia di impoverire il proprio domani. Ora la richiesta che arriva da una parte della cittadinanza è chiara: meno passerelle, più manutenzione; meno celebrazioni, più politiche per bambini e famiglie.
Perché l’inclusione non si proclama, si pratica. E si vede, soprattutto, dallo stato dei luoghi che la rendono possibile”.
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