Emilia Romagna

Cittadinanza a Francesca Albanese: Lepore conferma la linea


La cittadinanza onoraria a Francesca Albanese continua a essere al centro del dibattito politico bolognese, con incontri tra le diverse anime della maggioranza per contenere le tensioni interne. Nonostante l’onorificenza sia stata approvata dal Consiglio comunale, permangono divisioni e aspre critiche soprattutto nel Partito Democratico. La vicenda, che coinvolge la relatrice Onu per i territori palestinesi occupati, riflette anche equilibri politici più ampi, portando la discussione su un piano nazionale. Le diverse posizioni hanno reso il caso particolarmente delicato e sentito, sia a Bologna sia fuori dai confini cittadini.

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Scontro tra Prodi e Lepore sulla cittadinanza onoraria

La situazione si è riaccesa quando Romano Prodi ha pubblicamente chiesto al sindaco Matteo Lepore di sospendere la cittadinanza a Francesca Albanese, ispirandosi alla scelta di Firenze. “Perseverare è diabolico – è stato il commento di Albanese – . Il Comune di Bologna non faccia altrettanto”. Matteo Lepore ha risposto ribadendo come sia necessario rispettare “il percorso del Consiglio comunale”, cioè l’assemblea “eletta dai cittadini”. Lo scontro tra le posizioni dei due protagonisti ha catalizzato nuovamente l’attenzione su tutta la questione, contribuendo ad alimentare la tensione nel dibattito pubblico sotto le due torri.

Riunioni e mediazioni dentro il Partito Democratico

Nel corso del pomeriggio, Matteo Lepore ha avuto un incontro con la consigliera democratica Cristina Ceretti, una delle più accese critiche all’onorificenza, nota per aver affermato più volte che non avrebbe rivotato a favore di quel provvedimento. A seguire si è svolto un confronto con tutto il gruppo consiliare del Partito Democratico, in un clima complessivamente improntato a evitare fratture all’interno della maggioranza. L’obiettivo principale era quello di confermare la solidità politica della squadra governativa, specialmente dopo che le critiche erano state espresse anche da rappresentanti del centrosinistra più riformista. Parlamentari come Andrea De Maria e Virginio Merola e gli europarlamentari Stefano Bonaccini ed Elisabetta Gualmini hanno pubblicamente espresso posizioni critiche. Queste voci non hanno mancato di aumentare il grado di attenzione attorno alla vicenda, sottolineando il peso politico della decisione comunale.

Le parole di Lepore sulle posizioni critiche e la revoca

Attraverso una nota ufficiale, Matteo Lepore ha espresso la sua posizione al termine degli incontri: “In merito alla cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, oggi ho avuto un confronto con il gruppo del Partito Democratico e con la consigliera Cristina Ceretti – ha detto – . Sono emerse legittime posizioni critiche, con argomentazioni anche condivisibili. Per quanto mi riguarda, opto per il lodo Bonaga: riconosco il lavoro che Albanese ha svolto per la Palestina e comprendo chi le ha dato la cittadinanza onoraria. Allo stesso tempo, capisco chi la critica, perché alcune sue dichiarazioni non sono condivisibili. La revoca, tuttavia, non è un’opzione, perché la motivazione del conferimento riguarda il ruolo svolto per la Palestina e le Nazioni Unite. Ora giriamo pagina, con dedizione e senza strumentalizzazioni.” La posizione espressa dal sindaco manifesta apertura al confronto, ma anche fermezza sulla decisione già presa rispetto al conferimento dell’onorificenza.

Polemiche sulle dichiarazioni della relatrice Onu

Le critiche alla cittadinanza sono aumentate a partire da alcune affermazioni pubbliche di Francesca Albanese, tra cui quella commentata dopo l’attacco da parte dei sostenitori Pro Palestina alla sede de La Stampa. In quel caso, Albanese definì l’episodio un “monito per i giornalisti”, una dichiarazione che ha generato “ulteriori polemiche sul fronte politico e mediatico”. Le reazioni agli interventi dell’onu e le prese di posizione di Albanese hanno quindi contribuito ad alimentare la discussione tra i rappresentanti delle istituzioni e nel dibattito pubblico.

Civici e maggioranza: la contro-delibera resta incompleta

In seno al Consiglio comunale, i civici Gian Marco De Biase e Samuela Quercioli hanno messo a punto una contro-delibera con l’intento di revocare la cittadinanza onoraria. Il regolamento richiede 12 firme per l’avvio dell’iter, ma attualmente ne sono state raccolte solo 11, poiché né Ceretti né Diaco hanno sottoscritto la proposta. Secondo le parole dei proponenti, “la cittadinanza onoraria deve unire, non dividere la comunità”. La mancanza di una sola firma evidenzia le difficoltà di raggiungere una posizione unanime e sottolinea la complessità del dibattito politico in corso.

L’offensiva di Fratelli d’Italia e la richiesta di revoca

Fratelli d’Italia ha deciso di proseguire nella propria azione politica e ha presentato un ordine del giorno per chiedere formalmente la revoca dell’onorificenza con il percorso ordinario. “Bologna non può riconoscere una figura che diffonde posizioni divisive, contrarie alla libertà di stampa e di opinione. Ci aspettiamo che anche chi nella maggioranza ha criticato il conferimento abbia il coraggio di esporsi.” La posizione del partito si inserisce in un clima di scontro che attraversa sia la maggioranza che l’opposizione, rafforzando la portata nazionale della vicenda. Fratelli d’Italia punta a incalzare la maggioranza sulle scelte fatte in Consiglio e ad amplificare i temi relativi alla coesione e alla libertà di espressione.

La rilevanza nazionale della vicenda Albanese

Nonostante il voto compatto in Aula, il caso della cittadinanza a Francesca Albanese si è trasformato in una questione di rilievo sia locale che nazionale. La vicenda risulta particolarmente significativa per la portata delle discussioni interne, per le posizioni assunte dai diversi esponenti politici e per la determinazione con cui Matteo Lepore ribadisce la scelta di non revocare l’onorificenza. “Andare oltre” è l’obiettivo dichiarato dal sindaco, che tuttavia riconosce la legittimità e il valore del dibattito interno alla maggioranza e alle istituzioni coinvolte.

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