Piemonte

Città Salute batte cassa ai medici per colmare il buco intramoenia


Una mail da far saltare sulla sedia, quella che si sono trovati sotto l’albero di Natale i medici di Città della salute. I conti della libera professione in corso Bramante non tornano e ora viene chiesto ai camici bianchi un “contributo” per ripianare il disavanzo. Nel bilancio 2024, infatti, è stato segnalato un rosso, tra entrate e uscite, pari a 402 mila euro da ricondurre direttamente alle visite in intramoenia. «Ora, secondo la direzione, la differenza deve essere colmata da medici e dirigenti sanitari», denuncia il sindacato Anaao Assomed, mostrando l’ultima mail ricevuta dall’azienda in cui gli viene comunicato il «piano di riequilibrio». La risposta, neanche a dirlo, è stata una diffida formale. Analogo passo è stato deciso dalla Fp-Cgil.

«In fondo è Natale e un contributo non si nega a nessuno», ironizzano i rappresentanti dei lavoratori, ma in realtà c’è ben poco da ridere. È la prima volta, infatti, a memoria del sindacato, che viene ascritto a bilancio un ammanco riguardo ai conti delle visite in intramoenia: quasi mezzo milione di euro non entrato nelle casse dell’azienda sanitaria più grande del Piemonte. Negli anni era stato chiesto ai medici di versare la quota in arretrato del Fondo Balduzzi, ma mai di intervenire direttamente a seguito di un disavanzo di bilancio.

Nel dettaglio, i costi per l’intramoenia sono passati da 10,2 milioni di euro del 2023 a 9,9 nel 2024. I ricavi, per l’anno preso in esame, sono stati pari a 33 milioni e 999mila euro, a cui vanno tolti però 24 milioni 488mila euro di quote “retrocesse al personale”. Lo sbilancio tra gli introiti e le spese ha portato al disavanzo e ora bisogna capire a chi spetti saldare il conto.

Proprio oggi, infatti, è in programma un tavolo di confronto e contrattazione tra l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori, in cui si dovrà stabilire come colmare il gap tra entrate e uscite. Corso Bramante chiede un contributo da parte di tutti i dirigenti medici che hanno partecipato alla libera professione, in quote proporzionali all’attività svolta. Ma la posizione dei medici appare altrettanto chiara: «È la seconda volta che arrivano richieste ai medici per gestioni perlomeno approssimative, che poi i tribunali bollano come illegittime». Pertanto, si legge nella nota, «diffidiamo la direzione a chiederci di ripianare i bilanci e chiediamo di esaminare la documentazione».

Il bilancio 2024 firmato dal direttore generale Livio Tranchida torna così sotto la lente di ingrandimento. A partire dallo stralcio degli oltre 7 milioni di euro del Fondo Balduzzi, è apparso evidente il cambio di passo rispetto agli anni passati. Anche la proposta di far erogare un contributo ai medici viene fatta dal momento che risulta a bilancio un disequilibrio nella gestione della libera professione. La domanda, dunque, sorge spontanea: negli anni passati i conti erano in equilibrio? Perché non era stato chiesto alcun contributo? Interrogativi che oggi restano aperti, ma che si collocano nella cornice della maxi inchiesta aperta per fare chiarezza proprio sui conti di Città della salute.


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