Cirò, processo d’appello Stige. Confermati 20 anni per Marincola e Spagnolo
Undici condanne complessive, di cui sette ridotte rispetto al primo grado di giudizio, e due assoluzioni. Sono questi i numeri della sentenza con la quale la Corte d’appello di Catanzaro, l’altro giorno, ha messo la parola fine sul processo di secondo grado bis di rito abbreviato nato dall’inchiesta “Stige” contro la cosca Farao-Marincola di Cirò. Il collegio presieduto da Abigail Mellace ha ribadito il quadro accusatorio delineato dalla Dda di Catanzaro per i presunti maggiorenti del clan. Nello specifico, i giudici hanno inflitto 20 anni di carcere ciascuno al boss Cataldo Marincola e a Peppe Spagnolo, detto “u Banditu”, così come deciso dal Gup di Catanzaro il 25 settembre 2019. Mentre sono toccati 13 anni a Giuseppe Giglio, figlio del boss di Strongoli Salvatore, e 17 anni, 1 mese e 10 giorni a Francesco Tallarico, referente di Casabona della ‘ndrangheta cirotana. Invece, per il collaboratore di giustizia Francesco Farao sono stati confermati 4 anni e 8 mesi. Assolti, ancora una volta, gli imprenditori della farina Luigi Caputo e Amodeo Caputo, difesi dagli avvocati Nuccio Barbuto, Francesco Barbuto, Vincenzo Ioppoli e Vincenzo Maiello.
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