cinquemila volumi a disposizione dei detenuti di Lanciano
A un anno dalla firma della convenzione con il Comune, che cofinanzia il progetto, la casa circondariale di Lanciano apre le porte alla stampa per mostrare il suo fiore all’occhiello, la biblioteca dell’istituto penitenziario, esempio virtuoso in Abruzzo.
La direttrice Daniela Moi, insieme alle operatrici dell’area trattamentale, Krizia Stella e Alessandra Di Labio, e agli agenti di polizia penitenziaria, hanno accolto questa mattina, 11 febbraio, il sindaco Filippo Paolini, il vicesindaco Danilo Ranieri e una delegazione di giornalisti, nei locali rimessi a nuovo in cui è stato allestito il servizio biblioteca con circa cinquemila volumi. Presenti anche gli operatori esterni Daniela Giancristofaro, bibliotecaria e presidente Aib sezione Abruzzo, Antonella Scampoli, Gianvincenza Di Donato e Luciano Rosa, che si sono occupati della formazione dei detenuti. Questi hanno imparato come gestire una biblioteca, le tecniche di catalogazione dei libri e l’archiviazione informatizzata.
Il servizio era stato attivato già nel 2016, con ottimi risultati, ma si era interrotto nel 2020 a causa dell’emergenza Covid. Lo scorso anno c’era stata la firma della convenzione per far ripartire la biblioteca, con una compartecipazione di seimila euro da parte del Comune. “Da quest’anno quel contributo diventa una voce fissa del bilancio – ha annunciato il vicesindaco Ranieri – vogliamo che il progetto prosegua in futuro e con le proprie gambe. L’auspicio è che possa ripartire anche il progetto sportivo della squadra di calcio, ci si sta lavorando”.
“È importante far vedere quanto di positivo si fa negli istituti penitenziari – ha detto la direttrice del carcere, che oggi ospita solo detenuti di alta sicurezza – queste attività, dalla biblioteca al teatro, contribuiscono al percorso di rieducazione e reinserimento in società. Sono molto fiera del lavoro fatto dai detenuti, che si sono cimentati in qualcosa di nuovo per loro. Un’attività che ha suscitato, attraverso il prestito bibliotecario, interesse verso la lettura anche negli altri detenuti non direttamente coinvolti, alcuni dei quali non avevano mai letto un libro prima”.
“Il progetto, che abbiamo fortemente voluto e sostenuto – ha aggiunto il sindaco – mira a promuovere la cultura, l’inclusione e il reinserimento attraverso un percorso formativo ad hoc che punta a introdurre i detenuti nel mondo delle biblioteche, dei libri e, di conseguenza, della lettura”.

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