Abruzzo

Cinque querce da tagliare? Il Comune dimentica che una l’ha già abbattuta


La decisione di procedere con il taglio delle quattro querce che si trovano tra via Pizzoferrato e via Arapietra su cui aveva chiesto una seconda perizia dopo il taglio della prima quando era consigliera comunale, per la presidente dell’associazione Radici in Comune Simona Barba dimostrerebbe ancora una volta, per le modalità con cui a quei tagli, gli ennesimi sottolinea, si è arrivati, che da parte del Comune “non c’è cura di salvaguardia, non ci sono azioni di restauro, ma solo perizie che vanno e vengono e che ai fatti si possono rivelare incomplete e incongruenti”. 

Una battaglia quella sul verde che ha contraddistinto i suoi due anni di mandato e che continua a portare avanti l’ex consigliera che delle querce torna a parlare dopo quanto avvenuto allo stadio Adriatico dove un pino ha ceduto costringendo al definitivo abbattimento. Un albero che, ha spiegato il Comune in una nota, era monitorato e che sarebbe stato in buone condizioni per cui il cedimento sarebbe stato causato dall’assenza di un “apparato radicale adeguato” con la pioggia dei giorni scorsi che avrebbe in sostanza causato la sua caduta. Un albero che invece secondo Barba in salute non sarebbe stato. Il Comune avrebbe però “omesso stranamente che era nero e infestato da cocciniglia”, sostiene Barba. 

La questione più grave però per la presidente dell’associazione Radici in Comune sarebbe proprio quella relativa alle 5 querce di cui si era già occupata in consiglio comunale ottenendo lo stop dei tagli (eccetto il primo già eseguito). E proprio qui ci sarebbe una contraddizione evidente, denuncia, perché il Comune ha annunciato il taglio di 5 querce, nella perizia fatta a febbraio che ne conferma il taglio si parla di 5 querce, ma da gennaio quelle querce sono 4. La dimostrazione di quella contraddittorietà e scarsa attenzione di cui parla, per l’ex consigliera comunale. 

Il caso delle roverelle di via Pizzoferrato e via Arapietra

Per Barba gravità della vicenda starebbe nel fatto che quelle roverelle erano state inserite nella lista di abbattimento per rischio immediato di crollo nel 2023, torna a denunciare. Da allora di anni ne sono passati tre e quegli alberi non sono caduti anzi, afferma, le querce “rimangono lì, rigogliose e splendide sentinelle del nostro paesaggio”. Nonostante questo a gennaio 2026 il primo, come detto, è stato abbattuto. 

È qui che si inserisce l’intervento in consiglio comunale che ha portato a uno stop e alla richiesta fatta perché sui 4 esemplari rimasti s procedesse a una seconda perizia in virtù del fatto che quella caduta immediata, paventata tre anni prima, non c’era stata. 

“Cosa fa la nostra amministrazione? – denuncia -. Fa fare una seconda valutazione allo stesso tecnico che ha effettuato la prima, quando sarebbe scontato che quando viene richiesto un consulto, come quando si va da un medico, si preferisca avere un secondo parere differente, un altro punto di vista. Eppure di nuovo lo stesso tecnico viene incaricato, e fa una seconda perizia il 3 febbraio del 2026 dove si riconferma nuovamente l’abbattimento delle querce”, aggiunge denunciando il fatto che nei documenti se ne trovano ancora 5 nonostante ora siano 4 per cui, non senza sarcasmo, Barba ritiene “molto interessante la valutazione postuma della quinta quercia fatta il 3 febbraio da parte del tecnico e anche il conteggio da parte di questa amministrazione, visto che nella nota diffusa dal Comune si parla anche lì di 5 querce”. Insomma per la presidente dell’associazione un qualcosa di quantomeno confusionario che testimonierebbe quella scarsa attenzione che denuncia. 

“L’amministrazione attuale se si professa promotrice del verde perché non da forza al settore del Verde? Perché lo priva di professionalità, competenze e risorse esponendosi a una tale incuria che porta la distruzione del nostro patrimonio arboreo? – si chiede – Perché non si vuole approfondire una questione incresciosa dal punto di vista procedurale ed etico che porterà a distruggere altre 4 querce? Come si fa a negare alla città un vero approfondimento per delle querce secolari invece che nascondersi dietro carte malfatte”, chiosa infatti Barba. 

Per lei la risposta in realtà già c’è: “l’assessore e il sindaco diranno che è tutto sotto controllo che ‘facciamo perizie accurate, tante accurate che le facciamo anche dopo gli abbattimenti, in modo da dire che abbiamo fatto bene, nulla ci sfugge’”, dichiara sempre con un certo sarcasmo. “E cosi – conclude – altre querce verranno abbattute, tra carte e contro carte, arrecando alla città una perdita impossibile da compensare, un danno ambientale per noi e per le future generazioni”.


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