Trentino Alto Adige/Suedtirol

Cinema e diritti, un successo per la terza edizione de “La Nueva Ola” – Bolzano



BOLZANO. Ci sono festival che scorrono silenziosi e altri che, quando calano le luci, lasciano in sala qualcosa che continua a vibrare. La terza edizione de La Nueva Ola – Festival del cinema spagnolo e latinoamericano, dal 24 al 26 novembre, ha attraversato la città con storie di migrazioni, identità e diritti, trasformando tre giorni di proiezioni in un’esperienza collettiva. La direzione artistica è stata di Iris Martín Peralta e Federico Sartori, con coordinamento locale di Cinzia Grasso della Cooperativa Logos Dolomiti.
 

In un’edizione segnata dalla protesta dei docenti, la sospensione delle matinée scolastiche si è trasformata in una possibilità diversa, portando “Cazatalentos” nelle scuole dell’infanzia la bottega delle Capriole e Marcelline, insieme al laboratorio “Favole in ascolto” guidato da Sofía Sánchez, dedicato all’ascolto delle emozioni e alla lingua. Un modo per mantenere vivo il festival anche fuori dallo schermo.
 

Il cuore delle proiezioni è rimasto al Filmclub di Bolzano, dove il pubblico ha seguito con forte partecipazione “Soy Nevenka – Il mio nome è Nevenka” della regista Icíar Bollaín, ispirato alla vicenda di Nevenka Fernández, presente in collegamento per un confronto particolarmente intenso. Emozione e memoria hanno caratterizzato anche “La Casa” del regista Álex Montoya, tratto dalla graphic novel di Paco Roca, capace di intrecciare passato, famiglia e riconciliazione.
 

Il festival ha proposto anche tre appuntamenti culturali molto partecipati: alla Biblioteca Culture del Mondo il professor Patrizio Piccioni ha presentato “Cuba mi cubita linda” introdotto dal regista Santiago Garrido Rua; alla Nuova Libreria Cappelli la scrittrice Stefania Gander ha dialogato con Sofía Sánchez su “Quizás no soy Dios – Crónicas de un gato”, successo letterario della stessa Gander, tradotto in numerose lingue e in spagnolo proprio da Sanchez. Al Centro Trevi il laboratorio LAB, Lengua Arte y Bienestar, condotto da Studio Comune, ha messo al centro la lingua spagnola come esperienza condivisa.




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