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Cina, parziale ripresa rapporti con Taiwan: possibili voli diretti

Nelle stesse ore in cui l’attenzione della comunità internazionale è tutta su Islamabad, in Pakistan, dove Usa e Iran hanno tentato, senza riuscirci, di trovare un accordo che potesse mettere fine alla guerra, la Cina ha annunciato la ripresa di alcuni canali di cooperazione con Taiwan, tra cui il possibile ripristino di voli diretti verso diverse città della Cina continentale e la riapertura alle importazioni di prodotti dell’acquacoltura taiwanese. La decisione arriva al termine della visita della leader dell’opposizione taiwanese.

Il dialogo tra Pechino e il principale partito di opposizione dell’isola

In una nota, l’Ufficio per gli Affari di Taiwan del Partito Comunista cinese ha indicato l’intenzione di valutare la creazione di un meccanismo stabile di comunicazione con il Kuomintang (Kmt), principale partito di opposizione dell’isola, oltre a facilitare l’ingresso sul mercato cinese di prodotti ittici taiwanesi, precedentemente soggetti a restrizioni. L’annuncio segue l’incontro ad alto livello tra la presidente del Kmt, Cheng Li-wun, e il presidente cinese Xi Jinping, svoltosi venerdì 10 aprile, durante il quale entrambe le parti hanno invocato la pace senza fornire dettagli concreti.

Rapporti tesi

Le relazioni tra le due sponde dello Stretto si sono deteriorate dal 2016, con l’elezione a Taipei di Tsai Ing-wen, esponente del Partito Democratico Progressista. Da allora, Pechino ha interrotto gran parte del dialogo ufficiale con il governo taiwanese e intensificato la pressione militare, con frequenti incursioni aeree e navali nei pressi dell’isola. Le misure annunciate riguardano diversi ambiti sospesi negli ultimi anni. Tra queste, la possibile riattivazione dei voli diretti da città come Xi’an e Urumqi, anche se modalità e tempistiche restano da definire.

Sul fronte turistico, resta in vigore il divieto, imposto da Pechino nel 2019, ai viaggi individuali dei cittadini cinesi verso Taiwan. Attualmente, Taipei richiede ai visitatori cinesi un visto di residenza valido in un Paese terzo, come Stati Uniti o Unione Europea, per poter richiedere un visto turistico.


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