Economia

Cina, nel 2025 i consumi elettrici crescono ma il carbone arretra


Per la prima volta in dieci anni, la Cina aumenta i consumi elettrici senza aumentare il carbone. Nel 2025 la domanda di elettricità è cresciuta del 5%, pari a 494 TWh in più, ma la generazione da centrali a carbone è diminuita dell’1,9%. Un passaggio storico, secondo Wood Mackenzie, che segna un possibile cambio di fase nel sistema energetico del Paese.

L’intero incremento della domanda è stato coperto da fonti a zero emissioni, grazie alla corsa di rinnovabili, nucleare e idroelettrico. Negli ultimi dieci anni la capacità eolica e solare è aumentata di oltre dieci volte, arrivando a 1.842 GW. Un’accelerazione sostenuta anche dal crollo dei costi: dal 2015 il solare utility-scale ha visto ridursi il costo del 77%, l’eolico onshore del 73%, diventando competitivo rispetto ai combustibili fossili.

Anche il nucleare cresce: la capacità installata è passata da 27 GW nel 2015 a 62 GW oggi, mentre insieme all’idroelettrico il totale raggiunge 445 GW. Decisivi anche gli investimenti nella rete: la Cina ha sviluppato 340 GW di corridoi di trasmissione interregionali, collegando le regioni occidentali ricche di rinnovabili ai grandi poli industriali e urbani dell’est.

Il carbone non scompare, ma cambia ruolo. Il fattore di utilizzo delle centrali è sceso dal 60% nel 2011 al 48,2% nel 2025, e potrebbe calare al 32% entro il 2035. Circa 600 GW di impianti sono stati riconvertiti per fornire flessibilità e bilanciare la produzione rinnovabile, sempre più variabile.

Secondo Wood Mackenzie, il calo del 2025 suggerisce che le emissioni del settore elettrico cinese possano aver raggiunto il picco nel 2024. Se confermato, sarebbe un punto di svolta per la transizione globale.

Restano però margini di incertezza. La crescita di intelligenza artificiale e data center potrebbe generare nuovi picchi di domanda. Entro il 2030 la capacità dei data center è attesa a 78 GW, contro i 38 GW del 2024. Una domanda concentrata nei grandi centri urbani, dove la stabilità della rete resta prioritaria.

Per questo, conclude Wood Mackenzie, più che un declino lineare, la produzione a carbone potrebbe restare su un “altopiano ondulato” nei prossimi anni. Ma il segnale del 2025 è chiaro: per la prima volta, più elettricità in Cina non significa automaticamente più carbone.


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