Ciclone Harry, stato d’emergenza per Calabria, Sicilia e Sardegna: 100 milioni divisi in 3
Il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato d’emergenza per Calabria, Sicilia e Sardegna dopo i danni provocati dal ciclone Harry. Previsto per ora uno stanziamento di 100 milioni di euro che sarà diviso tra le tre regioni. Sarà destinato a finanziare i primi interventi di messa in sicurezza in somma urgenza. La somma non basta a ripagare tutti i danni, ma il ministro Musumeci assicura: «Arriveranno poi altri fondi per la ricostruzione»
Il Consiglio dei ministri ha deliberato oggi pomeriggio (26 gennaio) lo stato d’emergenza per Calabria, Sicilia e Sardegna, le regioni colpite la scorsa settimana dal ciclone Harry. La proposta è stata avanzata dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci nel corso della seduta, alla presenza anche dei presidenti delle tre Regioni.
Lo stato d’emergenza durerà 12 mesi e sarà prorogabile per altri 12 e i tre governatori sono stati nominati commissari delegati con ampi poteri di deroga. Insieme alla dichiarazione di stato d’emergenza arrivano anche le prime risorse, decisamente inferiori rispetto alle prime sommarie stime dei danni fatte dai governatori. Lo stanziamento previsto è di 100 milioni di euro, che sarà diviso – ha spiegato il presidente Occhiuto all’uscita dal Consiglio dei ministri – tra le tre Regioni. La stima approssimativa dei danni, fatta dalle Regioni, è invece al momento di un miliardo e 241 milioni. Quella della sola Calabria ammonta a 300 milioni.
MUSUMECI: POI ARRIVERANNO ANCHE I FONDI PER LA RICOSTRUZIONE
Si tratta però, rassicura il governo, solo del primo stanziamento, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Questi primi 100 milioni serviranno a far fronte ai primissimi interventi previsti dall’articolo 25 comma 2, lettere a, b e c del Codice di protezione civile. Ovvero interventi di soccorso, ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche, prime misure economiche a sostegno di residenti e attività. Nei fatti, con questi 33 milioni circa, si potrà provvedere, ha spiegato il ministro Musumeci, alle prime spese sostenute dai Comuni finora con procedure di somma urgenza, ovvero la rimozione dei detriti e il ripristino della funzionalità di alcuni servizi essenziali.
Poi, ha garantito Musumeci, arriveranno altre risorse. «Non appena dalle Regioni arriverà un quadro dettagliato dei danni, potremo procedere all’ulteriore stanziamento che invece servirà alla ricostruzione – ha spiegato il ministro – Quindi aspettiamo questo lavoro che sarà affidato essenzialmente ai tecnici delle tre regioni e verrà adottato un provvedimento interministeriale, perché su questo tema della ricostruzione interverranno più ministeri: le Infrastrutture, l’Agricoltura, l’Interno, il Lavoro, il Ministero delle Imprese, la Coesione, le Politiche del mare e il Turismo».
MUSUMECI: STRADE E BINARI NON POTRANNO STARE A RIDOSSO DEL MARE
Certo poi bisognerà capire come ricostruire. Musumeci ha detto che bisognerà tener conto dei nuovi rischi che i sempre più frequenti eventi estremi comportano. Alcune spiagge «sono del tutto scomparse – ha detto ai giornalisti, al termine del Consiglio dei ministri – le ho viste con i miei occhi. Immaginiamo un incontro nei prossimi giorni anche con Anas e con Ferrovie, perché occorrerà rivedere anche la collocazione del sedime ferroviario e del sedime stradale. Le mareggiate torneranno, questo ormai lo abbiamo scoperto, sono arrivate già a casa nostra, io li chiamo cicloni e quindi non possiamo immaginare che un treno e un sedime ferroviario possa essere collocato a 5 metri dal mare. Questo non possiamo più farlo, almeno in molte parti».
Né sarà più tollerato l’abusivismo, ha aggiunto. «È probabile che in alcune aree risultino danneggiate cubature abusive non previste all’inizio e successivamente sanate, ma è chiaro che questo è un compito che riguarda i sindaci innanzitutto e poi i Presidenti di Regione che in alcuni casi, temo, dovranno disciplinare la pianificazione urbanistica. Con questa mareggiata – ha detto Musumeci – abbiamo imparato che tante cose fatte nel passato con leggerezza, con superficialità, non possono più essere tollerate né da questo Governo né, mi auguro, da quelli che nel tempo arriveranno dopo».
Prevista la possibilità di intervenire sulla sospensione dei mutui per i comuni maggiormente colpiti.
OCCHIUTO: «IN MOLTE ZONE SPIAGGE SPARITE. SERVONO RISORSE PER LE OPERE DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO»
«A noi interessa ci siano le risorse per ricostruire quello che il mare ha portato via e per fare anche opere di mitigazione del rischio – ha commentato Occhiuto all’uscita dal Consiglio dei ministri – Ci sono zone in cui prima c’erano 100 metri di spiaggia e ora la spiaggia non c’è più. Una mareggiata anche minore rispetto a quella dei giorni scorsi potrebbe fare gli stessi danni. È necessario che nell’ordinanza di protezione civile siano contenute deroghe anche per gli interventi di mitigazione del rischio e ripascimento delle coste»
I CINQUE STELLE CHIEDERANNO LO STATO DI CALAMITÀ E UN MILIARDO E MEZZO
Il Movimento 5 Stelle intanto rilancia. «Chiederemo lo stato di calamità e abbiamo già presentato un emendamento a mia prima firma al Milleproroghe0187 ha annunciato la deputata Vittoria Baldino. «Un pacchetto organico e immediato da 1,5 miliardi di euro in tre anni per il ripristino delle infrastrutture, il sostegno a cittadini, lavoratori e imprese, la sospensione di tributi, contributi, mutui e bollette, il rinvio dei procedimenti giudiziari e il rafforzamento degli strumenti di tutela del reddito e del credito ha spiegato – Soldi che si potrebbero immediatamente prendere da quelli previsti dal Ponte sullo Stretto».
Source link



