Sicilia

Ciao America, ciao Mondiale – Giornale di Sicilia

Ciao America. Ciao Mondiale. Son passati vent’anni dall’ultimo successo, dopo abbiamo solo dissipato l’oro della storia azzurra. L’Europeo magico del 2021 l’abbiamo coperto di vergogna. Con un’indegna condotta delle istituzioni, prese soltanto dalla frenesia del business che ha sconvolto i bilanci dei club e azzerato la storia di una bella Italia ormai perduta forse per sempre. Non ha più appassionati. Ha perso due generazioni. Sono rimasti solo i reduci da antiche battaglie. Illusi. Non prendetevela con Gattuso, ha fatto tutto quel che poteva dopo l’incosciente fiera della vanità firmata Spalletti. Bisogna giocar bene? Bisognerebbe rinascere. Con le idee e i successi di Pozzo. Con Valcareggi. Con Bearzot. E con quel pò sprecato da Sacchi che oggi celebra i suoi ottant’anni con il perduto sogno di rinnovare un calcio che proprio col suo padrone scelse la via del denaro, non quello del coraggio, per far grande il calcio italiano. E dire che sognava un’Italia – mi disse – tutta di giocatori del Milan. Ma i migliori erano stranieri. Quanti cattivi pensieri prima di scrivere la parola fine. Ne ho più di tanti ma il tempo insegna la pazienza ch’è virtù di Giobbe. Dei vecchi come me.

L’altro giorno, dopo le imprese di Sinner, Antonelli, Bezzecchi, ho visto prime pagine come bandiere: tennis, auto, moto, mancava quella del pallone. Mi è tornata alla mente una polemica antica tutta culturale. Anni Settanta. Grandi firme del ciclismo, dell’atletica, del tennis, del rugby, della pallavolo segnalavano a noi, trinariciuti del football, le prime pagine dell’Equipe, tutte dedicate a quegli sport. Nel calcio zero, fino a Platini. Eppure avevano inventato tutto loro, i francesi. Non solo le Olimpiadi ma tutti i grandi eventi calcistici, dai Mondiali agli Europei, dalla Coppa dei Campioni al Pallone d’Oro. Una lunga attesa poi dal 2006, quando gli abbiamo strappato l’ultimo Mondiale, noi abbiamo perso tutto, loro hanno vinto tutto. E Bartali si gira nella tomba. E a Paolo Conte suggeriamogli italiani che s’incazzano. Buona Pasqua.


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