Marche

«Ci vuole uccidere». Pagherà una multa


ANCONA – Stando alla versione accusatoria, all’apice di un litigio aveva imbracciato un fucile da sub per puntarlo contro i due figli. Loro non erano andati all’ospedale, lui sì. «Sono stati loro ad aggredirmi» si è sempre difeso l’uomo, un 58enne anconetano che è però finito a processo con l’accusa di minacce aggravate per l’episodio avvenuto a casa della madre, nel quartiere adriatico, nel gennaio del 2024.

 Ieri mattina, il giudice Roberto Evangelisti ha condannato l’imputato a una sanzione pecuniaria: dovrà versare 400 euro. La procura aveva chiesto una pena maggiore. I figli non si erano costituti parte civile contro il padre, difeso dall’avvocato Pietro Sgarbi. Sulla vicenda, le parti hanno sempre dato versioni contrastanti. Iniziamo da quella dell’accusa, sorretta dal racconto che i due figli, poco più che trentenni, avevano fatto all’epoca ai poliziotti intervenuti nell’abitazione dove avevano trovato e sequestrato la fiocina. Quel giorno, il 58enne era andato a casa della madre per farle un saluto. Non aveva trovato solo lei, ma anche i due figli, con cui non correva buon sangue per vecchie ruggini e tensioni mai sopite.

La ricostruzione

Fatto sta che, a un certo punto, tra i tre sarebbe nata un’accesa discussione per futili motivi. L’accusa sosteneva che all’apice del diverbio il 58enne aveva preso il fucile da sub per puntarlo contro i ragazzi. Che, vedendo l’arma, erano scappati da casa, correndo fino alla stazione dei carabinieri di via Piave per chiedere aiuto. Essendo tarda sera, l’avevano trovata chiusa, chiamando allora il 112, numero unico dell’emergenza territoriale. «Venite, papà ci vuole uccidere» il tenore della chiamata. Nell’abitazione dell’anziana erano piombati immediatamente gli agenti delle Volanti della questura che, in una camera, avevano rinvenuto e sequestrato l’arma. «Aveva l’elastico inserito ma non era teso per sparare. Il fucile insomma così non era armato» aveva riferito in aula un poliziotto, chiamato a testimoniare. I segni di una possibile colluttazione erano stati trovati solo in quella stanza, il resto della casa era in ordine.

L’altra versione

L’imputato ha sempre respinto le accuse, sostenendo di non aver mai impugnato la fiocina. E, anzi, di essere stato aggredito dai figli rimediando una ferita sopra all’occhio. In effetti, solo il 58enne quella sera era stato portato all’ospedale dall’ambulanza per la lesione riportata. Ad ogni modo, dopo l’episodio e le indagini della Squadra Mobile, l’uomo era stato colpito dalla misura del divieto di avvicinamento ai figli.




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