Chrome vuole che Gemini cambi le tue password al posto tuo (ma per ora si inceppa)
Gestire decine di password diverse è una seccatura, e Google lo sa bene. Per questo Chrome sta testando una funzione che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui affrontiamo il problema delle credenziali deboli o riutilizzate: invece di avvisarci e lasciarci fare il lavoro sporco, vorrebbe delegare tutto a Gemini.
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La funzione è stata individuata da Android Authority nell’ultima build di Chrome Canary per desktop, la versione sperimentale del browser. Attivando un flag nascosto chiamato Password change with Glic, il classico pulsante “Cambia password” del gestore di Chrome viene sostituito da un più diretto “Cambia al posto mio”, completo dell’icona di Gemini. L’idea è che l’AI navighi autonomamente fino alle impostazioni del sito, esegua la procedura di cambio e aggiorni le credenziali senza che l’utente debba muovere un dito.
Non è la prima volta che Chrome prova ad automatizzare questo processo: esiste già una funzione che cambia le password compromesse sui siti supportati. Questa sperimentazione va però più lontano, estendendo la capacità anche alle password semplicemente deboli o riutilizzate, non solo a quelle finite in un data breach.
I primi segnali di questo progetto erano comparsi nel codice di Chrome già nel 2024, quindi Google ci lavora da un po’.
Il problema è che, almeno per ora, la funzione non funziona. Chi l’ha testata si è ritrovato Chrome bloccato su “Tentativo di accesso in corso…” seguito da un errore. Siamo chiaramente in una fase embrionale, e il fatto che il flag non sia disponibile nemmeno su Chrome Canary per Android suggerisce che l’implementazione sia ancora lontana da qualcosa di stabile.
Restano poi dubbi legittimi sul funzionamento reale: gli script automatici faticano storicamente con i moduli di autenticazione non standard e con i prompt di verifica a due fattori. Se Gemini si inceppa a metà procedura, il rischio è ritrovarsi con credenziali in uno stato indefinito. Senza contare che affidare a un assistente AI la gestione delle proprie password richiede un livello di fiducia che, visti i precedenti sulla generazione di password da parte dell’AI, non è ancora del tutto giustificato.
Se Google riuscirà a risolvere i problemi tecnici, un’automazione del genere potrebbe essere davvero utile per chi riutilizza le stesse credenziali ovunque. Ma la distanza tra “utile” e “affidabile” è ancora considerevole, e per ora il consiglio resta quello di non aspettare Gemini per mettere in ordine le proprie password.
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