Marche

choc in paese, 4 arresti in un casale. Gli adepti frequentavano la zona


APECCHIO Il confine tra Marche e Umbria passa a poche centinaia di metri di distanza dal casale. Da un lato il comune di Apecchio, dall’altro quello di Pietralunga, dove si trova la struttura al centro di un’inchiesta della Procura di Perugia che ha smantellato una presunta setta che prometteva la “purificazione dell’anima”, ma in realtà, secondo l’ipotesi accusatoria, commetteva estorsioni, manipolazioni psicologiche e, in alcuni casi, violenza sessuale. 

Gli arresti

Quattro persone sono state arrestate, tre uomini e una donna, con accuse che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa fino alla violenza sessuale aggravata. Tra loro ci sono anche il guru Alfredo Mangone e la sua compagna Tatiana Ionel, che nella presunta setta criptocristiana di Pietralunga si facevano chiamare Kaar Yampui e Mamas Nua Janua. Uno dei quattro fermati, però, al momento non è stato rintracciato, mentre altre due persone sono indagate a piede libero. Ieri pomeriggio, nel carcere di Perugia, sia Mangone che Ionel si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: ora il gip ha 48 ore di tempo per decidere se convalidare il fermo. Nell’ambito delle indagini gli inquirenti hanno anche ricostruito una serie di versamenti che i seguaci avrebbero effettuato in favore della presunta setta di Pietralunga e che sono stati quantificati in oltre 500mila euro. Soldi in parte utilizzati per l’acquisto di auto, anche di lusso, gioielli e ristoranti. L’indagine era partita già dal dicembre scorso a seguito della denuncia presentata dal padre di un ragazzo che aveva abbandonato il lavoro, azzerato i risparmi e interrotto ogni rapporto con la famiglia, trasferendosi prima nella provincia di Pesaro Urbino e poi in Umbria per vivere all’interno del gruppo. Si facevano chiamare “maestro”, “maestra”, “sciamano” e “guaritore”. Secondo la Procura di Perugia per ottenere i pagamenti dai seguaci e allo stesso tempo indurli a non abbandonare l’associazione, gli indagati avrebbero minacciato ripercussioni spirituali, di malattia o di sfortuna. Contestata anche la violenza sessuale al “maestro” 56enne indagato, che secondo gli inquirenti avrebbe approfittato della condizione di vulnerabilità di una delle seguaci costringendola a diversi rapporti sessuali, che le sarebbero stati presentati come pratica di purificazione dell’anima.

Le reazioni

La bomba è esplosa pochi chilometri dopo il confine, ma l’onda d’urto ha investito anche Apecchio. La notizia dell’arresto dei quattro appartenenti all’associazione “Conoscenza è Libertà” con sede nel casale di Fornelli, nel comune umbro di Pietralunga, ha sconvolto il paese. Più di un adepto, infatti, frequentava Apecchio dove aveva trovato lavoro in bar e ristoranti per pagarsi i corsi che si svolgevano al casale. Al momento non risulta nessun altro legame, come tiene a dire anche il sindaco apecchiese Nicolucci, che parla di «notizie inquietanti. Mai, in paese, avremmo pensato che qui vicino potesse accadere qualcosa di simile».




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