Marche

choc a Montegiorgio. Cosa sappiamo


MONTEGIORGIO Un rogo divampato nella notte in un garage, un uomo di 56 anni trovato morto all’interno dell’abitazione invasa da una coltre di fumo nero e un’aria irrespirabile con una vistosa ferita alla testa. E’ giallo su quanto accaduto ieri a Montegiorgio in via Cairoli, saranno le indagini dei carabinieri della compagnia di Montegiorgio a chiarire i dettagli di una vicenda per ora con diversi tasselli da comporre. 

Il dramma

La persona deceduta è Giuseppe Ricci, 56 anni, originario di Porto San Giorgio, che da anni viveva a Montegiorgio. Stando a una prima ricostruzione degli inquirenti l’incendio è doloso. I vigili del fuoco hanno infatti trovato due punti di innesco distinti nel garage, dove la serranda era aperta senza segni di effrazione. L’uomo è stato invece trovato al secondo piano con una ferita alla testa, verosimilmente causata da arma da fuoco. L’ipotesi più probabile è che il 56enne abbia appiccato l’incendio per poi compiere un gesto volontario. L’arma tuttavia non è stata subito stata trovata e l’area è stata dichiarata inagibile. Indagano i carabinieri per fare piena luce sull’accaduto. All’interno del garage sono state rinvenute delle armi da fuoco regolarmente detenute dall’uomo. Le operazioni di soccorso sono andate avanti per ore. I vigili del fuoco, intervenuti con cinque mezzi, hanno dovuto affrontare le difficoltà delle stradine strette per raggiungere l’abitazione.

Una volta dentro, hanno trovato l’uomo a terra, vicino alla camera da letto.

La rianimazione tentata

I sanitari hanno tentato a lungo la rianimazione, ma senza successo. Poco prima delle 10 del mattino, la salma è stata trasferita all’obitorio per l’autopsia. Sul posto anche la polizia scientifica, impegnata nei rilievi. L’area è stata interdetta ai curiosi e, poco dopo, anche l’auto dell’uomo è stata caricata su un carro attrezzi e portata via. Resta da ricostruire cosa sia accaduto in quella casa. Giuseppe Ricci viveva a Montegiorgio da circa cinque anni, dopo aver acquistato e ristrutturato la casa in cui abitava da solo. Non era sposato e non aveva figli. In paese lo conoscevano in pochi: i vicini lo descrivono come un uomo riservato, rispettoso e gentile, ma poco incline alle confidenze. «Con noi è sempre stato disponibile – racconta una coppia –. Una volta, quando la nostra auto non partiva per la batteria scarica, si era subito offerto di aiutarci».

La passione per il paracadutismo

Allo stesso tempo, però, nessuno sapeva con certezza quando fosse in casa: «Le luci erano sempre spente, anche di notte». A qualcuno aveva detto di lavorare in smart working come programmatore, pare avesse un passato da ragioniere. Un cittadino montegiorgese ricorda invece la sua passione per il paracadutismo: «Si lanciava due o tre volte l’anno e ogni tanto praticava anche il deltaplano a motore. Proprio in una di queste occasioni ci siamo conosciuti e ho scoperto che abitava a Montegiorgio».




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