Marche

choc a 16 anni, il cugino a giudizio per violenza sessuale

ANCONA Una notte che si è trasformata in un incubo ad occhi aperti, snocciolato poi alla madre tra parole uscite a fatica e sospiri: «Mio cugino mi ha molestata nel letto, a casa sua». Un’accusa, quella formulata da una ragazza anconetana, che ha fatto aprire un procedimento penale nei confronti del parente, un 38enne che vive poco fuori da Ancona. L’uomo è finito a processo con un’accusa pesantissima: violenza sessuale aggravata. All’epoca dei fatti, la vittima aveva 16 anni. Si è costituita parte civile con l’avvocato Federica Battistoni.

Il rinvio

Ieri si sarebbero dovuti sentire i testimoni, ma il processo è stato rinviato al 12 febbraio. Il 38enne, rimasto sempre indagato a piede libero e difeso dall’avvocato Milo Sabbatini, respinge il quadro accusatorio formulato dalla procura: non si sarebbe mai avvicinato alla cuginetta in modo illecito. Tanto affetto, come quello provato per una sorella, ma nessun abuso. I fatti arrivati nell’aula del collegio penale sono avvenuti la sera di Santo Stefano, il 26 dicembre del 2021. In quell’occasione, come spesso succedeva considerando il rapporto che intercorreva tra la 16enne e il cugino, lei si era fermata a dormire da lui. Nulla di sospetto sulla carta. Eppure è proprio quella sera che, stando all’ipotesi accusatoria, l’imputato avrebbe allungato le mani sulla minorenne.

La ricostruzione

Stando a quanto raccontato dalla ragazza, ci sarebbe stato un primo approccio sul divano, mentre i due stavano guardando la televisione. Ma, poi, è nel letto dove i due si erano sistemati per dormire che sarebbero avvenuti i presunti abusi. Sotto le coperte, l’uomo – questa la ricostruzione della procura – si sarebbe avvicinato in maniera illecita alla cugina, toccandole il seno. Un approccio stroncato sul nascere dalla ragazza, che la mattina seguente era tornata a casa sua, dai genitori. Alla madre aveva raccontato di quell’avvicinamento poco opportuno avvenuto sotto le coperte.

La donna, poi, si era confidata con una dottoressa. Ed era stata proprio quest’ultima a rivolgersi alla polizia, parlando dei potenziali abusi subiti dalla 16enne. Di lì, l’apertura di un fascicolo per violenza sessuale, arrivato fino alla fase del dibattimento. Prima della conclusione delle indagini, la ragazza – nel frattempo diventata maggiorenne – è stata sentita dal gip nel corso di un incidente probatorio. Non verrà, dunque, risentita in aula.




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