Lazio

chiuso il bar del “punto d’appoggio” dei pusher

Non un semplice bar di quartiere, ma un punto nevralgico per attività illecite. È questo il quadro emerso dalle indagini che hanno portato alla chiusura temporanea dell’esercizio nel Quarticciolo, al centro di una lunga attività investigativa condotta dai militari dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia Roma Casilina.

Secondo quanto ricostruito, il locale si era progressivamente trasformato in un vero e proprio rifugio per i pusher della zona, utilizzato non solo come luogo di ritrovo ma anche come base operativa per gestire lo spaccio lungo viale Palmiro Togliatti.

Gli accertamenti hanno fatto emergere un meccanismo ormai rodato. All’interno del bar venivano nascoste le dosi di stupefacenti, pronte per essere distribuite sul territorio. Allo stesso tempo, durante i controlli delle pattuglie, gli spacciatori cercavano riparo tra i clienti o nei locali interni, sfruttando la confusione per eludere eventuali interventi.

Non si tratta di episodi isolati. Nel tempo, diversi controlli avevano già portato al sequestro di droga e all’identificazione di frequentatori abituali con precedenti penali, confermando un contesto considerato a rischio per l’ordine pubblico.

Proprio per interrompere questa dinamica, è stata disposta la chiusura dell’attività per dieci giorni, in applicazione dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

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