Chieti bene Comune presenta il piano strategico

“Una città unica e multipolare, non un centro con periferie ma un sistema urbano in cui ogni quartiere è un polo con dignità propria, servizi adeguati, identità riconosciuta e valorizzata”. È così che vede il futuro l’associazione Chieti bene comune che ha lanciato una campagna di ascolto per perfezionare un piano per il rilancio. In poco più di due giorni sono stati compilati oltre mille questionari, in forma anonima. L’associazione presieduta da Riccardo Di Gregorio ha voluto illustrare i primi risultati del questionario che sta ancora somministrando alla cittadinanza e presentare il piano strategico “Chieti: spazio per vivere, tempo per stare” a cui si è lavorato in questi mesi con la collaborazione di professionisti. “Il questionario è il primo passo di una campagna di ascolto che continuerà nelle prossime settimane e che ci aiuterà a perfezionare il piano” annuncia Di Gregorio.
Nel progetto di Chieti bene comune, c’è un futuro che si basa sulla capacità di integrare il nostro territorio sia con l’area funzionale Chieti che con quella di Pescara, “il che significa non competere con il territorio ma offrire qualità della vita, patrimonio storico, identità culturale. Un capoluogo che investe sulla qualità del vivere quotidiano: una città in cui – si spiega – ogni quartiere deve essere vivibile, la mobilità sostenibile e integrata, il patrimonio storico e culturale essere una risorsa, dove i giovani trovano opportunità e le famiglie e i turisti servizi efficienti. Una città in cui le risorse vengono finalmente messe in moto e rese fruibili”. Il piano strategico presentato è incentrato su 7 poli territoriali: scalo centro- stazione; centro storico-Civitella; Madonna del freddo-Sant’Anna-Levante; Madonna delle piane-università (Villaggio mediterraneo) San Martino; Tricalle; Santa Filomena Brecciarola; Filippone.
“Ogni polo deve avere un hub aggregativo, verde fruibile, servizi di base, collegamento con i centri (storico e stazione)” spiega Di Gregorio precisando che “la nostra visione è quella di una città in cui si sceglie di vivere: studenti che restano, famiglie che non fuggono nei paesi limitrofi, anziani che invecchiano attivi e non soli, turisti che si sentono accolti. Una città in cui l’inclusione diventi veramente qualcosa di concreto e in cui i giovani professionisti scelgono di vivere e lavorare”. I valori fondanti sono: ecologia, socialità, accessibilità, solidarietà, accoglienza.
“Affinché Chieti diventi una città in cui si vive bene occorre poter dare risposte specifiche per ciascun target di appartenenza. Da qui la scelta di obiettivi strategici quali spingere e stimolare i 20mila studenti dell’università d’Annunzio a rimanere qui anziché preferire Pescara offrendo alloggi accessibili, spazi di studio, socialità, collegamenti rapidi; attrarre e trattenere le famiglie giovani e/o con fragilità tramite il potenziamento dei servizi esistenti e nascita di nuovi servizi all’infanzia più inclusivi (spazi gioco sicuri con aree verdi fruibili in ogni quartiere, scuole sicure con manutenzione ordinaria e straordinaria, scuolabus, sostegno alla genitorialità): sostenere la popolazione anziana; avere uno sguardo più attento agli adolescenti e ai giovani adulti con disabilità usciti dal circuito della scuola; investire su turismo, cultura e patrimonio per una Chieti attrattiva” si legge ancora nel report.
E poi ancora la messa a punto di una mobilità sostenibile e accessibile, spazi per giovani adulti e studenti, verde fruibile e cogestito.
“Chieti – conclude l’associazione Chieti Bene Comune – non ha bisogno di grandi opere ma di una visione chiara e lungimirante oltre che strategica. Non una città dove si sopravvive ma da vivere, scoprire. Una città dove si sceglie di vivere e tornare”.
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