Chieti aveva bisogno di cure, ora è fuori pericolo

È una sorta di commiato nel giorno in cui è ufficiale che non sarà lui a proporsi alla guida di Chieti per i prossimi 5 anni quello del sindaco Diego Ferrara.
Settantuno anni, medico per tutta la vita, dal carattere pacato e i toni garbati, il primo cittadino ha preso le redini della città in un momento critico non solo per Chieti e per l’Abruzzo, ma per il mondo intero. Guadagnato il ballottaggio con il primo turno del 20 e 21 settembre 2020 con il 21% delle preferenze, in vista del secondo turno in programma il 4 e 5 ottobre 2020 siglò l’apparentamento con il candidato civico Paolo De Cesare, che portava in dote un tesoretto di preferenze del 12,6%.
Il resto è storia: il “ribaltone” emerso sin dai primi exit poll di quel pomeriggio del 5 ottobre di sei anni fa, contro cui nulla poté il candidato del centrodestra Fabrizio Di Stefano, forte del 38,8% conquistato al primo turno.
Nel frattempo, De Cesare è diventato il vice di Ferrara, al timone di una maggioranza multiforme non sempre pacifica e in armonia. Nel mezzo, nodi pesantissimi per il futuro della città, dal dissesto finanziario a quello idrogeologico, fino all’assoluzione della Corte dei Conti di pochi giorni fa.
In vista delle elezioni in programma il 24 e 25 maggio prossimi, Diego Ferrara – nel frattempo in quiescenza dopo più di 40 anni di servizio – si è messo a disposizione della coalizione, ma al contempo ha lanciato sul piatto il nome di Giovanni Legnini, avvocato 67enne già sottosegretario e vice presidente del Consiglio superiore della magistratura.
E oggi che Legnini ha ufficializzato la sua candidatura, con Ferrara al suo fianco in una sorta di staffetta ideale, il sindaco uscente affida ai social il suo saluto alla città, in attesa di lasciare definitivamente l’incarico a fine primavera.
“Quando il nostro percorso è iniziato – scrive – Chieti era in condizioni drammatiche. Serviva qualcuno che non si girasse dall’altra parte e io che ho fatto il medico per 45 anni, curando migliaia di concittadini e concittadine, ho scelto di fare il sindaco quando era Chieti ad avere bisogno di cure. Ed è stato per me un grande compito, ma anche un grandissimo onore. Insieme alla squadra di governo e alla comunità che ci è stata di grande supporto, abbiamo rimesso in funzione gli organi vitali della città, le abbiamo restituito respiro, stabilità, futuro e la dignità piegata. Oggi Chieti è viva. È sopravvissuta al suo periodo peggiore. Non è ancora completamente guarita, ma è fuori pericolo”.
“E proprio per questo – evidenzia – serve una nuova fase: una ‘riabilitazione’ per la vera rinascita della città. Io non ho mai vissuto la politica come un mezzo per esprimere o conquistare potere, ma sono una persona che non è capace di tirarsi indietro quando serve, perché credo che la politica sia questo: responsabilità, non attaccamento alle posizioni. Per questo ho scelto di esserci, ma in modo diverso nel futuro della nostra Chieti. Continuerò a stare accanto alla città, stando accanto a Giovanni Legnini, per accompagnarla in questa nuova fase con lui alla guida. Perché Chieti oggi ha bisogno non solo di chi l’ha salvata, ma di chi può aiutarla a tornare più forte di prima, a scrivere per lei un futuro nuovo. Questa persona è Giovanni, perché ha un’esperienza che è quella che ora a Chieti serve, perché ha un legame di lunga data con la nostra comunità. Perché lui è uno di noi: è un valore per Chieti. Grazie a tutti. Grazie Chieti”.
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