Puglia

chiesto il processo anche per tre brindisini


LECCE – È stata fissata per il 29 giugno, davanti alla giudice Giulia Proto, l’udienza preliminare per i 52 imputati dell’operazione “Escape” di cui la sostituta procuratrice della Dda di Lecce, Giovanna Cannarile, ha chiesto il rinvio a giudizio. Tra le persone coinvolte, anche tre residenti nel Brindisino

Il perimetro dell’inchiesta si colloca soprattutto tra Squinzano, Campi Salentina e Trepuzzi, con proiezioni anche verso Racale e altri comuni del basso Salento. Secondo la Dda, al centro vi sarebbero due frange criminali di presunto stampo mafioso, confederate al clan di Giovanni De Tommasi: una riconducibile a Giuliano Notaro, figlio del boss Sergio, l’altra a Massimo Scalinci, Ettore Francesco Quarta, Pasquale De Michele e Massimiliano Leuzzi.

Nel novembre scorso, quando entrarono in azione i carabinieri, furono eseguite 22 ordinanze di custodia cautelare. In 18 furono ristretti in carcere, in quattro finirono ai domiciliari. Le contestazioni spaziano dall’associazione mafiosa al traffico di droga, dalle cessioni di stupefacenti alle armi, fino a usura, estorsioni e rapine. Tra gli episodi principali, i prestiti con interessi al 10 per cento mensile, la violenta rapina in villa ai danni dell’avvocato Antonio Savoia e la disponibilità di pistole clandestine, fucili e persino un ordigno artigianale.

Il ruolo dei brindisini coinvolti

Sono 85 i capi d’imputazione, contestati a vario titolo. Nessuno dei tre imputati del Brindisino era stato coinvolto nel blitz di novembre 2025. Il 41enne Tommaso Solazzo (nato a San Pietro Vernotico e residente a Torchiarolo) deve rispondere del reato associativo in materia di droga: è inquadrato dagli inquirenti nel ruolo di pusher. Si sarebbe occupato della distribuzione dello stupefacente nel suo paese di residenza, per conto del sodalizio di Racale.

L’articolo di LeccePrima e tutti gli imputati

Al 50enne Cosimo Bianco (nato a Mesagne e residente a Erchie) viene contestato un singolo capo d’imputazione: in nove occasione, dal gennaio al marzo 2022, avrebbe ceduto cocaina ad altri co-imputati, tra Racale e Nardò. Anche il 40enne Nicola Giuliano (di Francavilla Fontana) è ritenuto un fornitore, ma di marijuana, di qualità “skunk”. In alcune intercettazioni gli indagati-acquirenti si lasciano andare a commenti entusiasti sulla qualità. Anche per lui, un singolo capo d’imputazione contestato. Giuliano è difeso dall’avvocato Danilo Cito, Solazzo dall’avvocato Ladislao Massari e Bianco dall’avvocato Domenico Palombella.

I volti della difesa

Gli altri imputati sono difesi dagli avvocati Alessandro Costantini Dal Sant, Stefano Stefanelli, Giuseppe Presicce, Raffaele Benfatto, Fabrizio Ruggeri, Salvatore Rollo, Luca Puce, Paolo Cantelmo, Silvio Verri, Stefano Prontera, Alberto Egidio Gatto, Alessandro Stomeo, Fabio Valentini, Francesco Fasano, Pantaleo Cannoletta, Mercedes Salento, Tobia Francesco Caputo, Biagio Palamà, Andrea Capone, Michele Palazzo, Vito De Pascalis, Velia Pennetta, Filippo Orlando, Gianni Gemma e Ivan Greco e Gabriele Valentini.

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