Friuli Venezia Giulia

‘Chiedere aiuto non è debolezza’

16.01.2026 – 8.30 – “Chiedere aiuto non è debolezza”: questo l’appello dell’Arma dei Carabinieri in vista della Giornata del Rispetto (20 gennaio) e della Giornata contro il Bullismo (7 febbraio). In Friuli Venezia Giulia, l’impegno delle istituzioni porterà numerose iniziative di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Nello specifico, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Trieste ha avviato un ciclo di incontri didattici che si estenderà nell’arco di un semestre: l’obiettivo cardine dell’iniziativa è quello di offrire agli studenti consigli pratici per gestire al meglio una problematica sempre attuale. Alla base vi è un invito al dialogo e al sostegno reciproco: “Parlate con un adulto; raccontate agli insegnanti, magari col supporto dei compagni; rimanete in contatto con gli amici e non perdete la fiducia negli altri” queste le parole del Colonnello Gianluca Migliozzi, riportate dall’Ansa.

Le indicazioni del Comandante per chi è vittima di bullismo sono chiare: “tenete un registro per annotare quanto avviene; se le molestie sono online, salvate le schermate dei messaggi”. E naturalmente, la solidarietà tra coetanei, amici, compagni di scuola o di squadra, risulta in questi casi determinante: “se conoscete qualcuno che subisce atti di bullismo, ditelo a un adulto, significa aiutare gli altri e non fare la spia”, sottolinea Migliozzi. Come definire un fenomeno così complesso, multiforme e non sempre evidente nelle sue manifestazioni? Il Colonnello fornisce una possibile spiegazione: “tra le tante, si potrebbe definire una delle forme di violenza più diffuse e sottovalutate, che colpisce principalmente i ragazzi, violenza tra pari in un contesto di gruppo”. Si tratta di comportamenti ripetuti nel tempo, perpetrati prevalentemente “in contesti scolastici e nei luoghi di aggregazione giovanile”.

Per quanto riguarda Trieste, Migliozzi precisa che “non abbiamo, tra quelli registrati dall’Arma, episodi di particolare interesse, ma l’attenzione deve rimanere alta”. I fattori alla base del fenomeno sono molteplici, trasversali, pertanto è necessario rimanere vigili. “Le ricerche non dimostrano relazioni particolari tra bullismo e stili educativi, tra bullismo e atmosfera familiare, tra bullismo e situazione economica, ed è anche per questo che può essere un fenomeno che potrebbe riguardare tutti” spiega il Comandante. La violenza si presenta in molteplici modi: “fisico, come picchiare; verbale, come insulti, minacce; psicologico, che si manifesta, ad esempio, attraverso l’isolamento sociale, bugie e voci false. Frequenti sono anche il bullismo razziale e a sfondo sessuale”. Il cyberbullismo, definito come una “prevaricazione tramite strumenti telematici”, meriterebbe un approfondimento a parte. È fondamentale sapere in che modo la legge tutela le vittime: “a 14 anni si può chiedere ai gestori dei siti o delle piattaforme l’oscuramento dei contenuti offensivi”, specifica Migliozzi. In altri casi, “il responsabile è ammonito, con effetti che cessano solo con la maggiore età”. La prevenzione, tuttavia, rappresenta la strategia in assoluto più efficace.

Naturalmente, l’appello del Comandante si estende anche ai genitori, invitati a “mantenere un dialogo aperto con i figli, a osservare cambiamenti nel comportamento e a collaborare con scuola e con Carabinieri”. Risulta dunque fondamentale vigilare su “l’uso dei social network, utilizzare strumenti di parental control e affrontare il tema del bullismo in famiglia”. Per le emergenze resta attivo il 112, mentre “i Presidi ospedalieri offrono un servizio prioritario per le vittime di violenza”. In aggiunta, l’assistenza è garantita anche dai servizi sociali del Comune. Migliozzi conclude il proprio intervento ricordando che contrastare questi fenomeni “è una responsabilità collettiva”. Citando il Capo dello Stato, “il rispetto è antidoto contro odio, discriminazione, violenza e prepotenza”, le quali altro non sono che “manifestazioni di fragilità e incertezze”.

[b.m.]




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