Chiara Becchimanzi “ruba” il mito e lo porta in scena
TORINO – Il sacro mondo della tragedia greca incontra l’ironia dissacrante del microfono aperto in una stand up cpmedy senza precedenti. Chiara Becchimanzi porta in scena un esperimento teatrale audace, dove le eroine che hanno fondato la cultura occidentale – da Antigone a Medea, passando per Elettra e Lisistrata – vengono trascinate fuori dai testi classici per affrontare un moderno monologo di stand-up comedy.
Il cuore dello spettacolo risiede in una provocazione storica e sociale, perché le vicende di queste icone femminili sono state delineate quasi esclusivamente da poeti uomini. Becchimanzi quindi si insinua in questo monopolio narrativo per ribaltare la prospettiva, mescolando le proprie esperienze personali, spesso tragicomiche, con gli archetipi del mondo ellenico.
Il risultato è un cortocircuito costante tra passato e presente, dove i complessi della psicanalisi e le sindromi moderne trovano corrispondenze inaspettate nelle maschere dell’antichità.
Nonostante le premesse cariche di riflessioni su archetipi e percezioni di genere, lo spettacolo non rinuncia mai alla sua missione principale, ovvero il far precipitare le aspettative troppo alte con una sferzata di realtà e, soprattutto, far ridere il pubblico.
Grazie agli dèi, tra una riflessione su Medea e un aneddoto quotidiano, la catarsi arriva sotto forma di risata.
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