Cultura

Chiara Amalia Bernardini e Nicola Mora: dopo i KICK ecco il progetto Angel Names

credit: Elmer Hallsby/edit: Dalia Mauri

Chiara Amalia Bernardini e Nicola Mora compongono musica insieme da molti anni, durante i quali il loro rapporto interpersonale e quello musicale hanno assunto varie sembianze, tra cui KICK. Angel Names ne è la definizione attuale.

Angel Names è anche un album, che verrà pubblicato a maggio 2026 per l’etichetta Dischi Sotterranei: con la massima integrità e chiarezza di visione, il duo ha creato la propria interpretazione di come dovrebbe suonare un disco alternative rock.

“All You Can Eat”, il più recente, riguarda quell’amore che ti svuota. Quell’amore che chiede, senza dare nulla in cambio. Le immagini predominanti sono quelle di un terreno saccheggiato, di un oceano prosciugato. Il clima di tensione e di perdita di se stessi viene veicolato attraverso un giro di basso nervoso, e il dolore si fa rabbia nell’assolo noise di chitarra. Il ritornello è un’apertura nella coscienza, uno squarcio di autoconsapevolezza.

“Sugar Crush” parla d’amore, controllo, Candy Crush e occhi di caramello. Le strofe intonate da Nicola Mora si reggono su una linea di basso nervosa, intramezzata da colpi fulminei di chitarra. Il tutto crea una tensione che culmina nel ritornello cantato da Chiara Bernardini, un vero e proprio sfogo che fa da risposta alla voce maschile, in un duetto che, tuttavia, rimane confinato all’interno della mente della voce narrante.

“Lion on the Door” “descrive un aspetto della paura di amare. La voce narrante sente di esistere solo alla luce dell’amore dell’altro, ma paradossalmente ne viene al contempo svuotato, divorato. Il narratore fa di tutto per essere amato, ma non basta: ciò apre un immenso conflitto interiore. È il sentimento di insufficienza, e la dolorosa frustrazione che ne deriva, a pervadere il brano. L’io narrante ammette di aver cambiato pelle per assecondare le esigenze dell’amato, sortendo però l’effetto di diventare irriconoscibile ai suoi occhi.

“Soaked in Starlight” è un pezzo malinconico, ma velato di speranza, che tratta di un volo imperfetto. Esprime un anelito al cielo, al volo inteso come fonte di liberazione dalle costrizioni terrene, ma reso possibile da materiali di fortuna. Le ali infatti non sono fatte di piume, ma di plastica e bende bagnate. Ciò non compromette l’esito del viaggio: una volta sospesi, si vive la più grande delle sorprese. Le chitarre, struggenti nei ritornelli, lasciano spazio alla voce di Mora, che nelle strofe è nuda, ma carica di emotività. I cori di Bernardini sono celestiali, come la voce di creature angeliche che il protagonista incontra durante l’ascesa al cielo.

“Glitter” si apre con un basso incalzante, sul quale si articola l’intera canzone. Il testo esprime una critica nei confronti dell’Italia, stato di provenienza del duo, dove ogni forma di controllo e sopruso nei confronti dei cittadini perde sarcasticamente di importanza di fronte alla bellezza di vivere in un Paese in cui splende sempre il sole.

Prodotto insieme a Elmer Hallsby (Isolated Youth, Dead Vibrations), l’album “Angel Names” è stato registrato presso lo studio Big Tree di Brescia e successivamente mixato da Martin “Konie” Ehrencrona (ex Viagra Boys).


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