Marche

«Chi sta a Milano vuole tornare a casa». E il turismo cresce (+7%)

ANCONA Il miglior modo per promuovere le Marche, è farle raccontare da chi le vive. O da chi, oltre confine, le guarda con gli occhi della nostalgia. «Di marchigiani all’estero ne ho conosciuti tanti. Ai ragazzi che pensano di andarsene dico: parlate con chi oggi sta a Milano, vi risponderà che vorrebbe tornare perché gli manca la qualità della vita di questa splendida regione». Parola del campione olimpico e mondiale di salto in alto Gianmarco Tamberi, non a caso testimonial delle Marche.

Il legame

Un contratto con la Regione, quello di Gimbo, che scade a giugno, «ma sono onorato di essere marchigiano e di essere testimonial della regione: mi piacerebbe tantissimo che il mio percorso atletico verso Los Angeles 2028 fosse ancora insieme alle Marche, per portarle un’altra volta alle Olimpiadi da testimonial». Un appello lanciato dalla vetrina della Bit di Milano – durante la presentazione dei dati del turismo nel Padiglione Marche – e subito raccolto dal governatore Francesco Acquaroli: «Ho chiesto a Gimbo di vederci subito dopo Pasqua per parlare del suo ruolo di testimonial, un’esperienza molto positiva che si può continuare». Positivo è pure il trend dei dati sul turismo, che muove piccoli passi ma sempre in avanti. Ad illustrare i numeri del 2025 – nel panel milanese moderato dal direttore del Corriere Adriatico Giancarlo Laurenzi – la dirigente del settore Turismo Paola Marchegiani, che scherza: «Non siamo la regione prediletta dagli stranieri, non ci sono frotte di cinesi, ma c’è una costanza nella crescita».

Nel 2025 le Marche hanno registrato un +12,5% nel segmento degli stranieri rispetto al 2024 ed un +45,6% sul 2019. Nel dettaglio, gli arrivi esteri raggiungono quota 577mila, mentre le presenze toccano i 2,3 milioni. Segno di una solidità ormai acquisita e di una capacità di intercettare nuovi mercati. «Certo, c’è molto margine di crescita – va di concretezza il presidente – e per questo stiamo lavorando sempre di più con l’aeroporto.

Stiamo cercando di implementare le rotte, soprattutto per il Nord Europa – serve l’ok dell’Unione europea prima di pubblicare i bandi – perché riteniamo che le destinazioni turistiche e la destagionalizzazione che possiamo offrire siano molto interessanti per questi Paesi. E anche per il mercato americano».

Non basta: «Dobbiamo continuare anche sulla riqualificazione delle strutture ricettive per migliorare la qualità dell’offerta», l’altra pietra miliare. Intanto, però, si guarda con ottimismo a quanto già portato a casa: nel 2025 si è registrato un totale di 2,9 milioni di arrivi e 11,9 milioni di presenze. Un risultato che migliora le performance già positive del 2024, con un incremento del +6,9% negli arrivi e del +4,4% nelle presenze. «Merito anche del lavoro fatto da Atim – si toglie i sassolini dalla scarpa Acquaroli – ma ci vuole tempo: il mio modello è l’Alto Adige, che in mezzo secolo ha reso il turismo una vera industria. Atim ora è un punto di riferimento per le Marche e sta contribuendo a far crescere il nostro brand nei mercati internazionali».

Gioiello da scoprire

E la direttrice dell’Agenzia Marina Santucci definisce il perimetro: «La promozione avviene attraverso fiere e campagne pubblicitarie, come lo spot con Gianmarco Tamberi a Times Square a New York, che ha raggiunto 1,6 milioni di impressions. La Regione sarà presente nelle principali stazioni italiane e collaborerà con l’aeroporto delle Marche e Lufthansa per aumentare la visibilità e misurare i risultati». Per far conoscere a tutti un gioiello fin troppo nascosto.




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