Chi era Aurora Livoli, trovata morta a 19 anni. L’ultimo video in via Padova, le «brutte compagnie» di Milano e quella frase su Instagram
Aurora Livoli aveva solo 19 anni. Poteva avere un’esistenza intera davanti, ma la sua vita si è interrotta in un cortile di Milano, in via Paruta, dove lunedì mattina il suo corpo è stato trovato seminudo. Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, e quella del femminicidio sembra la più plausibile: c’era un uomo, con lei, nelle ultime ore di vita, e ora gli inquirenti lo stanno cercando.
Le telecamere di sorveglianza l’hanno ripresa mentre percorreva via Padova, a pochi passi dal cortile dove sarebbe stata trovata senza vita. Cammina con passo regolare, lo sguardo rivolto a terra, un giubbotto scuro stretto intorno al corpo, pantaloni della tuta e scarpe sportive. Niente, nei suoi movimenti, sembra suggerire agitazione o timore. In quelle immagini compare anche un uomo alto, dalla corporatura asciutta, che indossa un pile bianco. Procede a breve distanza, dietro di lei. L’impressione degli investigatori, osservando con attenzione quei fotogrammi, è che i due avessero una destinazione comune. Le immagini successive confermano quella sensazione: Aurora e l’uomo vengono ripresi mentre varcano insieme l’ingresso di un palazzo in via Paruta, un portone che resta spesso aperto. Poche ore dopo, il corpo della giovane verrà ritrovato proprio lì. Un’ora più tardi è ancora la telecamera a registrare la figura dell’uomo, che passa dalla stessa strada, ma questa volta è solo.
Aurora Livoli era nata a Roma e viveva con i genitori adottivi a Monte San Biagio, in provincia di Latina. La sua è una famiglia stimata: il padre odontotecnico e la madre architetta l’hanno adottata quando aveva sei anni e hanno cercato in tutti i modi di starle accanto anche nelle fasi più fragili della crescita. Aurora aveva appena concluso gli studi, ad indirizzo chimico, all’Itis Pacinotti, lo stesso frequentato da Paolo Mendico, il 14enne che, dopo aver subito episodi di bullismo, aveva scelto di togliersi la vita. Non frequentavano la stessa sede: Aurora si era diplomata a Fondi, mentre Paolo frequentava la sede distaccata di Santi Cosma e Damiano.
La giovane si era iscritta alla Sapienza, alla facoltà di Chimica, con il desiderio di andare avanti con l’università. Era intelligente, racconta chi l’ha conosciuta, ma viveva un disagio interiore. Non era la prima volta che si allontanava da casa: spariva per qualche giorno, poi chiamava la famiglia.
Il 4 novembre era uscita di casa senza dire dove sarebbe andata. Tre settimane dopo, il 26 novembre, la sua ultima telefonata ai genitori: «Sto bene, non vi preoccupate. Ma non torno a casa», e non aveva dato alcuna spiegazione, nessun indizio sul posto in cui dormisse o sulle persone che frequentava. Il 10 dicembre, la famiglia denuncia la scomparsa, temendo che Aurora fosse di nuovo a Milano, dove aveva amici alle prese con difficoltà personali.
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