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Chernobyl senza elettricità: ci sono rischi?

Non è la prima volta che il sarcofago di Chernobyl viene preso di mira dagli attacchi russi. Nel febbraio scorso «una testata ad alto potenziale esplosivo» aveva perforato la struttura protettiva del reattore 4, quello da cui era partito il disastro del 1986. Stavolta non si tratta di un missile direttamente sul sarcofago, ma a pochissima distanza, che ha interrotto l’alimentazione elettrica esterna della centrale.

Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Grossi, ha riferito infatti che diverse sottostazioni elettriche ucraine sono state colpite da un attacco militare su larga scala. Una di queste è stata quella della centrale nucleare di Chernobyl, che ha perso tutta l’alimentazione elettrica esterna, così come diverse altre linee elettriche verso altre centrali nucleari. «L’Aiea sta monitorando attivamente gli sviluppi per valutare l’impatto sulla sicurezza nucleare», ha aggiunto Grossi. Questo succede all’indomani dell’avvertimento lanciato dagli agenti dell’intelligence militare ucraina, secondo cui gli attacchi missilistici russi contro la rete elettrica del Paese potrebbero portare a una “seconda Chernobyl”.

Gli esperti ucraini affermano che i continui bombardamenti dell’esercito di Vladimir Putin sulla rete elettrica ucraina sono arrivati in prossimità dei reattori nucleari, alcuni a soli 300 metri di distanza dalla centrale di Zaporizhzhia, che è vicinissima alla linea del fronte. «Sono profondamente preoccupato per la situazione difficile delle centrali nucleari ucraine e per i potenziali rischi che ciò comporta per la sicurezza nucleare», ha dichiarato Grossi.

Già nel marzo 2022, quando il sito di Chernobyl cadde in mano agli invasori russi, ci fu una fuga radioattiva nel momento in cui i militari russi irruppero senza alcuna protezione nella zona di esclusione, trafugando materiali e interrompendo le attività degli addetti al monitoraggio. In seguito a questa intrusione, diversi soldati russi furono esposti alle radiazioni e furono colpiti dalla sindrome da radiazione acuta, ma con la ritirata degli invasori, ricacciati indietro dagli ucraini a fine marzo, il livello radioattivo nei dintorni della centrale era tornato normale.

I danni al sarcofago del reattore 4, i rischi del blackout

La centrale di Chernobyl comprende 4 reattori dismessi e un impianto di smaltimento di rifiuti radioattivi. L’ultimo reattore funzionante della centrale è stato chiuso nel 2000. Il reattore numero 4, dov’era scoppiato il disastro nel 1986, è stato ricoperto da un “sarcofago” di acciaio e cemento completato dagli ucraini nel 2016, ma l’Aiea aveva già precedentemente avvertito che lo scudo protettivo non poteva più contenere correttamente le radiazioni per colpa dei danni causati dall’attacco di un drone nel febbraio 2025. Un’ispezione nel dicembre 2025 ha rilevato che la struttura aveva «perso le sue principali funzioni di sicurezza, inclusa la capacità di confinamento». Sebbene siano state effettuate riparazioni, il sito necessita di un «ripristino completo» per «prevenire un ulteriore degrado e garantire la sicurezza nucleare a lungo termine», ha detto Grossi.


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