Cultura

Checco Zalone e l’oblio ai David di Donatello: la fama passa anche dall’insofferenza

Checco Zalone, all’anagrafe Luca Medici, ai David di Donatello ci sarà soltanto con una candidatura. Quella che, secondo l’Accademia del Cinema Italiano, passa per la Miglior Canzone Originale. La celebre maschera comica, poi, riceverà anche il David di Donatello dello Spettatore perchè il “suo” Buen Camino ha realizzato ben 65,7 milioni di euro di guadagni. Nello specifico è il film italiano con il miglior incasso di sempre, ha superato anche Quo Vado?.

In altre parole: Checco Zalone, alias Luca Medici, ha battuto sè stesso e ci è riuscito nuovamente con Gennaro Nunziante alla regia. Un sodalizio che funziona per tutti, tranne per l’Accademia del Cinema Italiano che non considera – sul piano delle possibili candidature – l’opera degna di nota. Lo stesso è accaduto con FolleMente che, rispetto agli altri film in concorso, ha molte meno candidature tra interpreti e maestranze che ci hanno lavorato. Eppure, in termini di numeri, è l’opera che ha incassato maggiormente nel corso dell’anno escludendo il successo di Zalone.

Checco Zalone e i David di Donatello

Sottovalutare due opere come Buen Camino e FolleMente vuol dire che, in maniera del tutto lecita, l’Accademia del Cinema Italiano vuole staccarsi dal popolo. Da coloro che pagano il biglietto. Tradotto ancora meglio: Zalone (e non solo) piace a tutti, ma non merita altra considerazione. Luca Medici non è né il primo né l’ultimo artista a essere sottovalutato in tal senso. La lista di persone non apprezzate da una certa élite cinematografica è lunga: l’ultima in ordine di tempo si chiama Alice Rohrwacher.

David di Donatello Checco Zalone solo una candidatura
Checco Zalone solo una candidatura ai David di Donatello (Instagram profilo ufficiale) – Cineblog

Artista ineccepibile, regista con una visione d’insieme particolarmente incisiva che però viene costantemente sottovalutata da una parte degli addetti ai lavori. Il tipico profilo di colei che incarna un’espressione sempre valida: nemo profeta in patria. Infatti la donna è passata prima dalla ribalta internazionale per poi essere considerata un vanto in Italia. Tornando a Zalone e i David, Luca Medici e la sua maschera comica pagano il fatto di non arrivare prepotentemente dal mondo del cinema ed esserselo preso ugualmente.

Un passato “scomodo”

Zalone è arrivato a battere i grandi del settore, in Italia e all’estero, con film ficcanti che hanno il merito di far discutere. Sono divertenti, anche politicamente scorretti, ma arrivano da colui che ha fatto la televisione. Quindi per una certa intellighenzia cinematografica resta un “dilettante” che non conosce i valori della settima arte. In un mondo in cui dare patenti è diventato uno sport nazionale, Zalone non possiede il documento di integralista.

Checco Zalone in Quo Vado
Checco Zalone in Quo Vado (Instagram profilo ufficiale) – Cineblog

Al cinema ama sovvertire i canoni, stravolgere le regole. Questo, in termini di considerazione, si paga. Zalone, alias Luca Medici, non frequenta i salotti. Non passa il tempo a promuoversi, né tantomeno si spende per colleghi o presunti tali. Esce, sbanca e torna – se così si può definire – nell’anonimato. Non lo vediamo nei podcast. Non è presente in tv, né passa in radio. Resta in una nicchia, la sua, per anni. Fino a tornare come evento dell’anno.

L’eredità di Alberto Sordi

Questa è una scelta voluta che Zalone ha ripreso da Alberto Sordi. L’attore tra un film e l’altro faceva passare anni: “La gente deve desiderare di vederti ancora”, diceva. E aveva ragione, come conferma una fama mai scalfita. Zalone, alias Luca Medici, fa lo stesso. Il tempo che passa lo spende a cercare nuove idee in grado di fare la differenza al botteghino. Nel frattempo, se proprio diventa necessario, qualche apparizione social. Sempre con il contagocce. Dosarsi e concedersi al momento giusto. Non serve la sovraesposizione mediatica. Raccontarsi non è un vanto: a parlare, e questo Medici lo ha sempre sostenuto, dev’essere il proprio lavoro.

Infatti tra un film e l’altro arrivano polemiche, dibattito e la stampa non scrive d’altro per giorni. Dato che Zalone si fa desiderare, ogni volta che torna alla ribalta è una buona occasione per avere un argomento da affrontare. Oltretutto non “scade” mai proprio perchè sa riprendersi e mostrarsi al momento adeguato. Un vero e proprio animale da palcoscenico: attore consumato con qualche tentativo da regista. Tolo Tolo docet.

Amore e odio con l’Accademia del Cinema Italiano

Tutto questo l’Accademia del Cinema Italiano, anche se non può dirlo ufficialmente visto che Zalone porta nelle casse del sistema cinematografico italiano diversi introiti, lo digerisce poco. Medici è ingestibile, non classificabile. Per di più odia le etichette, le classificazioni. L’ultima volta che ha vinto, sempre per la Miglior Canzone Originale, ha detto: “Non mi aspettavo di vincere. Se lo sapevo, venivo”. Frase lasciata andare in collegamento, su cui molti hanno riso, ma l’Accademia l’ha vista come un affronto indiretto. Evidentemente ha apprezzato poco un certo tipo di humor.

Medici guarda avanti e soprattutto il pubblico guarda lui, con buona pace dei David di Donatello, pronti all’ennesima sorpresa. In un clima del genere, tuttavia, torna attuale una battuta del suo ultimo lavoro che potrebbe riassumere al meglio il suo rapporto con la manifestazione: “Non c’è niente di meglio che mostrare la propria ricchezza a chi non può permettersela”. Il cammino verso il prossimo 6 maggio è lungo e per alcuni sarà tutt’altro che “buen”.




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