Cheap Trick – All Washed Up
Non hanno bisogno di presentazioni i Cheap Trick: a quasi sessant’anni dalla loro nascita sono ancora qui, senza alcuna intenzione di andare in pensione. Con l’energia di chi è alle prime armi, gli ultrasettantenni Robin Zander, Rick Nielsen e Tom Petersson – unici superstiti del periodo classico dopo l’addio di Bun E. Carlos nel 2010 – tornano con un disco che ha tutta l’aria di essere un potente amuleto contro gli spettri della terza età.

“All Washed Up”, ventunesimo album della band di Rockford, colpisce per una compattezza superiore alle uscite più recenti. Lo stile resta il marchio di fabbrica della casa: power pop con solide venature hard rock, grande attenzione alla melodia e ritornelli costruiti ad arte per stamparsi in testa. I Cheap Trick padroneggiano la materia e, pur viaggiando talvolta con il pilota automatico, svolgono il proprio mestiere con innegabile classe.
Il risultato? Tutt’altro che deludente, anche se difficilmente spiccherà come imprescindibile all’interno di una discografia vasta e ricca di gioielli come la loro. Tuttavia, non è certo un lavoro da sottovalutare: il gruppo suona ispirato, coeso e trasmette un sincero divertimento quando si alzano i volumi. Brani come “All Washed Up”, “The Riff That Won’t Quit”, “Bet It All” e “Dancing With The Band” centrano l’obiettivo, sostenendo un album di pregevole fattura che, pur senza gridare al miracolo, si lascia ascoltare con piacere.
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