Che razza di Trump – il Giornale
Lo confessiamo. Gli antitrumpiani ci piacciono così poco che, nell’ultimo anno, siamo diventati dei trumpiani di ferro. Ci piace tutto di lui. Ci piace il suo essere outsider della politica, ci piace la sua autenticità, la sua rapidità, il suo pragmatismo, ci piace il fatto che non ha paura di cambiare idea, ci piace come domina la scena mediatica, ci piace come conosce l’America profonda (come ha scritto Giuliano da Empoli «è un genio nel capire lo spirito del tempo»), ci piace che non si rifiuti di pronunciare la parola «Dio» e ci piace la sua
Realpolitik nelle relazioni internazionali. Sì: fosse per noi meriterebbe il Nobel. Anche due.
E al contrario riteniamo il lungo mandato di Barak Obama uno dei peggiori della storia recente. Ha azzoppato la base elettorale del suo partito, sull’immigrazione ha usato un pugno forse più duro di Trump, l’«Obamacare» ha più ombre che luci, è con lui che è iniziata davvero la sorveglianza di massa negli Stati Uniti e soprattutto è stato un disastro nella politica estera, in particolare in Medioriente. E no, il Nobel per la Pace non lo meritava.
Ma c’è sempre un «ma» nella vita non vogliamo giustificare o «comprendere» o «contestualizzare» o «minimizzare» il video rilanciato da Trump in cui Obama e sua
moglie sono trasformati in scimmie. Un gesto razzista e vergognoso. Il Presidente, qui, è solo da condannare. E non ci piace chi, magari proprio a destra, cerca di difenderlo arrampicandosi come le scimmie sugli specchi.
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