Charlotte Day Wilson – Patchwork: Soul formato collage :: Le Recensioni di OndaRock
Sono passati dieci anni dal primo Ep di Charlotte Day Wilson, un promettente mini-album (“CDW”) dalle pregevoli sonorità r&b e soul che ha trovato degno seguito nei due album, “Alpha” del 2021 e “Cyan Blue” del 2025.
L’artista canadese si è finora dimostrata attenta a raffinate interazioni con tonalità pop e jazz, i due dischi si sono contraddistinti per un’estrema cura di quelle sfumature che spesso vengono sacrificate in favore di produzioni più roboanti, scelta che è stata in parte premiata dalla nomination per i Grammy dell’ultimo album.
“Patchwork” è un progetto in parte atipico per Charlotte Day Wilson. A essere messo in rilievo è più l’approccio DIY che l’eleganza jazz-soul dei capitoli precedenti. E’ un disco esplorativo, dove l’imperfezione diventa linguaggio espressivo. Non è un lavoro sperimentale, “Patchwork”, piuttosto è un ritorno alle radici della passione per la musica soul, un universo creativo dove brilla la devozione per Stevie Wonder (“High Road”), il senso di meraviglia per i primi connubi tra soul ed elettronica (la title track), per quello smooth-soul che ha contrassegnato un’epoca (“If Only”) o per quelle tentazioni club-music finora tenute a bada e forse prossima frontiera dell’artista di Toronto (“Selfish”).
Purtroppo “Patchwork” resta un album a uso e consumo dei fan dell’autrice. Peccato perché l’avventuroso tappeto di synth della sensuale e più sperimentale “Lean” e il delizioso tocco delle tastiere alla Bobby Caldwell e il groove yacht–soul di “Quiet” promettono interessanti sviluppi futuri.
Charlotte Day Wilson ha finora dimostrato di avere gusto e classe, ma con questo breve Ep ostenta uno spirito pioneristico che avrà senz’altro risvolti positivi per il futuro della sua carriera. Restate sintonizzati.
18/02/2026




