Champions, disastro italiano: gli allenatori responsabili
Calcio italiano bocciato su tutta la linea in Champions: en plein di sconfitte, quattro su quattro, non era mai accaduto. Una catastrofe, anche se con modalità diverse: la Roma è andata vicina alla grande impresa contro il Real Madrid, ma i tre gol in otto minuti della squadra spagnola hanno prodotto un incredibile ribaltone: 3-4. Diavolo di un Mourinho. Ben diversi Inter (3-4 con il Bruges), Napoli (1-3 in casa del Villarreal) e Como (2-3, affogato nella “vasca” del Feyenoord): difese inguardabili, campioni anarchici (De Bruyne), allenatori che fanno esperimenti rischiosi (Fabregas).
Una certezza assoluta: le nostre squadre non sanno più proteggersi in modo adeguato, 14 reti al passivo sono una sentenza. “Difendere sembra diventata una cosa di cui vergognarsi”, urla Max Allegri. Ha ragione. Attenzione, questo non giustifica la restaurazione del catenaccio, ma semplicemente invita a curare in modo adeguato una delle due fasi dei giochi di squadra. Basket e pallavolo, per dire, non fanno distinzioni di merito tra aggredire e difendere: sono le due facce della luna. Altra certezza: in Europa è vietato sbagliare. Al primo errore, l’avversario ti punisce. È la Champions, bellezze. Numeri: 78 gol in diciotto gare.
IN
9 TRESOLDI – Tripletta e traversa, il centravanti milanista del Bruges, che il nostro calcio si è lasciato sfuggire di mano, affonda l’Inter in una serata da sogno. Il futuro del ragazzo balla tra Germania dove è sbocciato e l’Italia, che non ha creduto in lui, ma resta sempre casa. Veloce, essenziale, con l’innato senso della porta: bravissimo.
8,5 PSG – Lezione di calcio dei campioni in carica in casa del Manchester City, a punteggio pieno in Premier, sotto gli occhi di Pep Guardiola. Il primo tempo dei parigini è spaziale, poi nella ripresa Haaland bussa due volte e il City colpisce legni in quantità industriale, ma Donnarumma evita il quinto gol parando un rigore. Luis Enrique ha in testa il tris: il Psg è il favorito numero uno.
7,5 MOURINHO – È il re dell’Olimpico. Il popolo romanista lo accoglie con affetto sconfinato e lui rimane senza fiato, ma quando dopo i 75 minuti dominanti della Roma piazza i cambi, ribalta il copione. È vero che può contare su una panchina di altissima qualità, ma lui azzecca tutto, analisi post-partita compresa: “La Roma ci ha ammazzato per settantacinque minuti perché ha giocato a un’intensità pazzesca, ma poi sono morti loro e noi abbiamo vinto”. Le partite durano 90’ e anche oltre: José, vecchio pirata, lo ha capito da un pezzo.
7 LAMINE YAMAL&KANE – Yamal è l’anima del 4-1 del Barcellona in casa del Galatasaray. Dopo un mondiale in penombra, è ripartito cento all’ora. Irresistibile con la nazionale, decisivo con i blaugrana. Harry Kane è già a quota 8 gol con il Bayern in nove presenze. In nazionale, 6 centri in 4 match. La scorsa stagione, 61 reti in 51 partite con i tedeschi e altri 12 con l’Inghilterra: merita il Pallone d’Oro.
OUT
5 ROMA – Fa male dare l’insufficienza a una squadra che ha giocato per 75 minuti un calcio spettacolare, ma quando incassi tre gol in otto minuti e sempre su corner, non hai attenuanti. La stanchezza è la prima causa del crollo (quando hai i muscoli di piombo perdi reattività anche nel gioco da fermo), poi ancora una volta i cambi di Gasp che non convincono. Perché non tenere ancora dieci minuti Soulé e inserire eventualmente al suo posto un giocatore di gamba (Rensch o Lulli) e non Pellegrini? Perché Koulierakis appena recuperato e non Ghilardi? Peccato, perché la Roma non meritava una batosta del genere, ma è andato tutto male, compresi gli infortuni di Koné e Dybala.
5 COMO – L’invenzione di Nico Paz falso nove inceppa il meccanismo di gioco del Como. Fabregas si assume la responsabilità della sconfitta e fa bene, perché la scelta di cambiare la posizione del talento argentino si rivela sbagliata, ma ricordiamo sempre che il Como tre anni fa giocava in B. La Champions è la gioiosa esplorazione di un mondo sconosciuto.
4 INTER – Tresoldi è scatenato, ma la difesa dell’Inter è da brividi. Il portiere (Martinez) è un problema, Akanji è fuori registro, Bisseck ha limiti evidenti, ma, in generale è il copione di gioco da rivedere. Chivu è il primo responsabile: sette sconfitte nelle ultime otto gare europee dell’Inter sono fatti, non opinioni.
4 NAPOLI – Il retropassaggio sballato di Politano avvia la riscossa del Villarreal, ma la cosa più brutta della serata è De Bruyne che ignora platealmente le indicazioni di Allegri. Quando in una squadra l’anarchia prende il sopravvento, non si va lontano.
Source link




