Cesi, 70 anni di innovazione per il sistema elettrico globale

Nel cuore della ricostruzione industriale italiana nasceva, nel 1956, un centro destinato a diventare uno dei punti di riferimento globali per le tecnologie elettriche. Cesi – acronimo di Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano – nasce con un obiettivo preciso: contribuire alla costruzione di un sistema elettrico moderno, affidabile e interconnesso.
All’epoca l’Italia era un mosaico di reti locali isolate. Servivano standard comuni, competenze tecniche e capacità di sperimentazione per costruire un’infrastruttura nazionale. È in questo contesto che Cesi sviluppa le prime attività di ricerca applicata, accompagnando l’evoluzione del sistema elettrico fino alla nascita di Enel e alla progressiva integrazione della rete.
Nel corso dei decenni il gruppo si trasforma da centro di ricerca a impresa tecnologica con una forte proiezione internazionale. Oggi Cesi è una multinazionale partecipata da Enel e Terna, attiva nello sviluppo, nel testing e nella consulenza sulle tecnologie elettriche, oltre che nella progettazione di soluzioni avanzate per applicazioni spaziali. Le sue attività si articolano in tre principali aree: la consulenza ingegneristica con Cesi Consulting, il testing e la certificazione delle tecnologie di rete con Kema Labs e lo sviluppo di celle solari ad alta efficienza per satelliti con Cesi Space.
Una presenza globale che si riflette anche nei numeri: oltre 1.000 professionisti, progetti in più di 50 Paesi e una rete di laboratori tra Europa, Stati Uniti e Asia. Un posizionamento che consente al gruppo di operare lungo tutta la catena del valore delle infrastrutture energetiche, dagli studi preliminari alla validazione delle tecnologie. Oggi, in un contesto segnato dalla transizione energetica, dalla crescita della domanda elettrica e dalle nuove esigenze di sicurezza delle infrastrutture, il ruolo di Cesi torna centrale. “Stiamo entrando nell’era dell’elettricità”, osserva l’ad Nicola Melchiotti. “Lo vediamo nei trasporti, nei processi industriali e nello sviluppo dell’economia digitale: senza energia elettrica non esiste l’infrastruttura su cui si basa il mondo dei dati”.
Secondo Melchiotti, la sfida non riguarda solo la produzione di energia, ma la capacità di gestire sistemi sempre più complessi e interconnessi. “Le tecnologie stanno evolvendo rapidamente: nuovi materiali e digitalizzazione permettono oggi di fare di più con le infrastrutture esistenti e di accelerare lo sviluppo delle reti”. È proprio su questo terreno che si gioca una parte decisiva della transizione energetica. “Il nostro lavoro”, conclude l’ad, “è accompagnare questa trasformazione con competenze tecniche, indipendenza e una visione globale, contribuendo a rendere i sistemi energetici più sicuri, efficienti e sostenibili”.
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