Marche

Cerimonia di apertura al Fermo Forum. Tipicità, tour di gusto dalle Marche al mondo. «Qui il cibo è cultura»

FERMO Sapori, artigianato e bellezze: i territori, del Fermano, delle Marche, d’Italia e del mondo sono in mostra al Fermo Forum: ieri mattina s’è aperta la 34esima edizione di Tipicità Festival, quest’anno dedicato alle “Traiettorie indigene”.

La cerimonia

Di «tradizione e futuro», ha parlato il vice sindaco reggente Mauro Torresi che ha pure detto come «Fermo e le Marche hanno il vantaggio di saper utilizzare la manualità. Con Tipicità ci apriamo ai territori, perché questo festival mostra anche come il cibo sia la cultura del buon vivere». In pratica lo spirito della kermesse che da 34 anni a questa parte (anche quando fu solo “phygital”, ai tempi del Covid) mostra Fermo e le Marche. «Il festival – ha commentato il patron Angelo Serri – non è fatto da una persona sola o da un nucleo di persone, ma a farlo sono tutte queste realtà insieme, qui presenti in questi tre giorni: questo è un evento che è un unicum in Italia».

I Paesi

Quali sono le realtà? Quelle che la conduttrice dell’evento inaugurale, Monica Caradonna, ha ricordato poco prima del taglio del nastro: i comuni, le associazioni di categoria, le aziende, le delegazioni straniere.

Ad arrivare a Fermo, quest’anno, sono rappresentanti da Bahia Blanca in Argentina, da Kyoto in Giappone, da El Jadida in Marocco, da Czemrencha in Polonia e da Lozova in Ucraina. Il suo punto di vista è cambiato quest’anno, non è più sindaco, ma assessore regionale: Paolo Calcinaro ha parlato di connessioni. «Vedere tutte queste connessioni a Tipicità – ha detto – mi fa pensare alle ultime 10 edizioni che ho portato avanti come sindaco. Le connessioni con gli altri territori sono sempre più forti, e vedo anche ex colleghi sindaci che stanno qui a testimoniare come ormai si sono create sinergie anche tra le altre province: sono loro la spina dorsale di Tipicità».

Se poi i territori si mostrano, ne guadagna anche il turismo, e il saluto, per conto della ministra Daniela Santanchè l’ha portato Andrea Putzu, capogruppo di FdI in Regione. Anche il vice presidente della Regione Enrico Rossi, portando i saluti del governatore Francesco Acquaroli, ha voluto sottolineare come «le traiettorie indigene di questo festival creano connessioni tra le eccellenze marchigiane e il resto della regione». Se Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, ha ricordato la vicinanza al mondo imprenditoriale con il sostegno per le fiere, Mario Brandizzi ha sottolineato come Italia e Argentina sono sempre più vicine. «Celebriamo il riconoscimento Unesco» ha detto la senatrice Elena Leonardi, e il prefetto Edoardo D’Alascio ha evidenziato come «Tipicità è una di quelle manifestazioni che contribuiscono a elevare il territorio, che va sempre più conosciuto».

Dopo tocca alle visite, o meglio al mini tour marchigiano, italiano e internazionale, tra gli stand del Fermo Forum. Da quello della città di Fermo, insieme alla Cavalcata dell’Assunta e alla Costa dei Borghi a quelli degli ospiti internazionali, dalla Ciip e dalla Tennacola ai comuni, dalle aziende ai produttori nel mercatino: c’è tanto da vedere ed ammirare. Passeggiando, si può vedere come si fa un cappello (Montappone) in modo artigianale, si possono conoscere i piani di studio (delle Università), si possono conoscere eventi unici nel loro genere come Leguminaria (Appignano). Si possono vedere borse e scarpe, si possono assaggiare vini, si può provare il dolce tradizionale di Porto San Giorgio, Amandovulo. Vino, pasta, salumi, formaggi, e molte altre tipicità si possono anche acquistare come souvenir nella zona del mercatino.




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