Liguria

Centro storico, civ e comitati uniti a Tursi: “Situazione degenerata”

Genova. Il tema della sicurezza nel centro storico come questione apolitica, non strumentalizzata e da riportare al centro dell’agenda di istituzioni e forze dell’ordine. È questo il filo conduttore emerso venerdì mattina in Sala Rossa, dove la prima commissione consiliare dedicata alla sicurezza ha ascoltato decine di rappresentanti di comitati, civ, associazioni di categoria e residenti dei vicoli.

Comitati e residenti si erano già riuniti in due assemblee molto partecipate nella chiesa di San Siro, ma quello di venerdì mattina è stato uno dei primi confronti corali con Comune, Asl e Regione. Quasi cinque ore di esposizione in cui si sono sollevate una trentina di voci esasperate, frustrate, arrabbiate, demoralizzate, in alcuni casi rassegnate davanti a una situazione definita da molti “degenerata”.

Microcriminalità e spaccio, il degrado in centro storico

La commissione non era formalmente dedicata soltanto al centro storico, ma inevitabilmente il confronto si è concentrato sulla città vecchia. Qui microcriminalità, spaccio e fenomeni riconducibili anche alla criminalità organizzata hanno contribuito negli anni a far abbassare saracinesche, svuotare appartamenti e desertificare i vicoli. Un contesto in cui si intrecciano questioni sociali e legali, repressione e prevenzione.

Il dato emerso con maggiore chiarezza dalla mattinata di audizioni è stato però un altro: la convergenza di realtà molto diverse tra loro. Comitati di residenti, civ, associazioni di commercianti e operatori sociali hanno portato esperienze differenti ma una richiesta sostanzialmente comune: affrontare il tema della sicurezza in modo strutturale e continuativo, con interventi concreti e un coordinamento stabile tra istituzioni.

La necessità di superare lo scontro tra orientamenti politici è stata ribadita da tutti gli auditi, riuniti per la prima volta a Tursi per essere ascoltati in una commissione alla quale hanno partecipato le assessore al welfare, alla sicurezza e al commercio Cristina Lodi, Arianna Viscogliosi e Tiziana Beghin.

Decoro, illuminazione e presidio urbano tra le richieste

Accanto alla richiesta di maggiori controlli, riconosciuti da tutti come necessari, i comitati hanno insistito sulla necessità di affrontare il tema della sicurezza anche partendo dalle fragilità sociali, prima tra tutte la tossicodipendenza. Proprio su questo fronte lunedì mattina in prefettura è previsto un tavolo dedicato al quale parteciperanno la sindaca Silvia Salis insieme ai rappresentanti di Regione e Asl.

Generico marzo 2026

Rappresentanti del centro storico a Tursi

Le testimonianze raccolte in Sala Rossa hanno restituito una fotografia fatta soprattutto di esperienze dirette: “Da una decina d’anni segnaliamo una recrudescenza di pericoloso degrado e criminalità anche organizzata alla Maddalena – ha sottolineato Andrea Piccardo, segretario di Ama – arriviamo in quest’aula perché siamo rimasti soli. Il nostro quartiere è spopolato di commercianti e abitanti, cannibalizzato da microcriminalità e criminalità organizzata. Quando se ne vanno i commercianti si rimane soli: io ho subito due spaccate, mio figlio una tentata rapina. Questa situazione va riconosciuta come tale, e da qui bisogna partire”.

Le testimonianze di chi vive il centro storico

Maura Olmi, del comitato Giardini Malinverni, ha ricordato come l’associazione sia nata nel luglio 2022 dall’iniziativa spontanea di alcuni residenti: “Quando sono andata in pensione e ho iniziato a vivere davvero il quartiere durante il giorno – ha raccontato – mi sono accorta che i giardini erano diventati da anni un luogo di bivacco per pusher e tossicodipendenti. Con altre cinque donne abbiamo deciso di prendercene cura”. Il gruppo ha iniziato a occuparsi direttamente dello spazio: pulizia di siringhe e deiezioni, tinteggiature, installazione di giochi per bambini: “Non abbiamo mai avuto una mentalità securitaria – ha spiegato – ma abbiamo cercato il dialogo con le persone fragili e con le istituzioni“.

La fragilità dell’area resta però evidente: dopo una rapina il tabacchino ha rinunciato all’apertura h24 e l’unico bar della zona, convinto a riaprire dal comitato, ha subito due rapine nell’arco di tre mesi: “Anche noi facciamo parte del centro storico – ha concluso – e dimostriamo che con volontà e collaborazione qualcosa si può fare“.

Marina Porotto, presidente del Civ San Lorenzo, ha parlato invece di un ritorno di fenomeni già conosciuti. «Stiamo rivedendo la malamovida e forme di criminalità anche grave, soprattutto nei vicoli meno controllati – ha spiegato – e per le attività commerciali il pericolo è reale”. Porotto ha raccontato episodi di minacce durante risse o tentativi di intervento da parte di cittadini ed esercenti: “Chi prova a intervenire viene minacciato con coltelli o cocci di bottiglia, e qualcuno è rimasto ferito“. Da qui la richiesta alle istituzioni di un confronto continuo che si traduca rapidamente in azioni concrete.

Sulla stessa linea Alberto Scotto, vicepresidente del Civ Loggia di Banchi e tra i promotori delle assemblee di San Siro: “Lavoro in piazza Banchi da trent’anni e negli ultimi anni la situazione è ulteriormente degenerata”, ha detto, indicando come episodio simbolico il delitto di vico delle Mele, quando un residente scagliò una freccia contro una persona in strada: “Dobbiamo chiederci come sia possibile arrivare a situazioni del genere”. Tra le criticità citate anche l’invivibilità di alcune zone, le aggressioni alle donne e lo spaccio diffuso: “Abbiamo chiesto che ai tavoli sulla sicurezza siedano anche civ e comitati, perché ogni giorno affrontiamo un degrado che è diventato insopportabile».

Manuela Facco, del Civ Ripa Maris, ha posto l’attenzione su Sottoripa e sulla necessità di “bonificare il territorio senza militarizzarlo”. L’obiettivo, ha spiegato, è restituire gli spazi a chi li vive e lavora, governando un’area segnata da fragilità sociali molto forti. “Decoro e pulizia devono essere la prima politica di sicurezza urbana“, ha affermato, indicando poi come priorità illuminazione, presidio e prevenzione, soprattutto per chi lavora nei locali e rientra a casa la sera tardi. Terzo punto, la vitalità economica: “Il centro storico continua a vivere se resta un luogo desiderabile, ma le saracinesche chiuse sono troppe. Servono botteghe di qualità coerenti con l’identità dei vicoli e capaci di attrarre nuovi investimenti”.

Tra gli interventi più accorati quello di Christian Spadarotto, dell’associazione Via del Campo e Carruggi, che ha parlato di un nuovo fermento tra residenti e operatori: “Dopo anni di delusioni rispetto alle politiche messe in campo o mai realizzate, oggi persone molto diverse tra loro stanno cercando di organizzarsi”. Il racconto è stato quello di una quotidianità segnata da episodi estremi: “Ragazzine che si prostituiscono nei portoni per una fumata di crack, ragazzini che si prendono a bottigliate. Una disumanità che vediamo ogni giorno“.

Commercio e sanità

Dal punto di vista delle imprese è intervenuto Paolo Barbieri di Confesercenti, ricordando come sicurezza e commercio siano elementi inseparabili. “Le attività di vicinato e i pubblici esercizi sono fondamentali per la vita economica e sociale della città – ha detto – ma senza sicurezza, e senza la percezione di sicurezza, il commercio non può esistere”. Barbieri ha richiamato anche l’attenzione sull’uso degli immobili e sul rispetto delle nuove norme sugli affitti brevi, sottolineando il rischio che Genova possa essere etichettata negativamente se il problema non viene affrontato: “Non è più un rischio teorico – ha avvertito – ma concreto per il tessuto economico locale”.

Sul fronte sanitario è intervenuto anche Gianlorenzo Bruni dell’Ats Liguria, delegato dall’assessorato regionale alla sanità, spiegando che sono in corso assunzioni di tre psichiatri e tre psicologi destinati ai Serd: “Il problema delle dipendenze si sta allargando – ha spiegato – non riguarda più solo la tossicodipendenza ma tutte le forme di dipendenza”. L’obiettivo è rafforzare la presa in carico sanitaria intercettando le situazioni acute e garantendo una risposta più strutturata.

Dalle audizioni è emersa una richiesta comune: che il tema della sicurezza nel centro storico venga affrontato in modo continuativo e coordinato, con il coinvolgimento delle istituzioni, delle forze dell’ordine, del sistema sanitario e delle realtà che ogni giorno vivono e lavorano nei vicoli. Un confronto che, per molti dei presenti, rappresenta solo il primo passo, ma molto atteso, di un percorso da tradurre rapidamente in azioni concrete.




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