Centro Olio Viggiano, in appello tutti assolti
Assolti sei dirigenti Eni e all’ex capo ufficio compatibilità ambientale della Regione nel processo sulla gestione dei reflui del Centro olio di Viggiano
LA Corte d’appello di Potenza ha annullato le condanne a sei ex dirigenti locali dell’Eni, Ruggero Gheller, Nicola Allegro, Luca Bagatti, Enrico Trovato, Roberta Angelini e Vincenzo Lisandrelli, più l’ex capo dell’ufficio compatibilità ambientale della Regione Basilicata, Salvatore Lambiase, nel processo sulla gestione dei reflui del Centro olio di Viggiano.
Il collegio presieduto da Lucia Casale ha revocato anche la condanna alla compagnia petrolifera al pagamento di una sanzione amministrativa da 700mila euro, e la confisca dai suoi conti di 44,2 milioni di euro, quale provento del reato contestato ai dipendenti. Più una serie di risarcimenti incluso quello alla Regione Basilicata per il crollo delle royalty incassate a causa dello stop per 5 mesi della produzione di petrolio e gas, nel 2016.
Il processo ruotava attorno a un’ipotesi di traffico illecito di rifiuti in relazione allo smaltimento delle acque fossili separate dal greggio e dal gas estratti in Val d’Agri. Acque smaltite per due terzi in un pozzo esausto nel territorio di Montemurro (il Costa Molina 2), e per il resto in alcuni depuratori sparsi in mezza Italia.
Secondo i pm, infatti, quei reflui sarebbero stati classificati, erroneamente, come rifiuto non pericoloso. Mentre al loro interno erano mescolate diverse sostanze tossiche come le ammine, derivate dagli altri processi di produzione del Centro olio. Tipo la «purificazione del gas», e la «produzione di zolfo». Di qui il sequestro, a marzo del 2016, di un serbatoio e del pozzo in questione, e lo stop della produzione fino a quando Eni non ha adottato alcune modifiche strutturali.
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