Centri estivi e servizi per l’infanzia, Usb all’attacco: “Basta lavoratori di serie A e serie B”

Genova. Dopo l’annuncio del Comune di Genova di misure economiche per incentivare l’accesso ai servizi estivi per l’infanzia, arriva la replica a distanza del sindacato di base Usb che critica la scelta dell’amministrazione: “Si scelgono incentivi che aumentano ritmi e carichi di lavoro prelevando dal fondo delle lavoratrici e dei lavoratori, senza però intervenire sulle condizioni strutturali del settore: non si rafforzano diritti, stabilità e tutele per tutte e tutti”.
Il commento arriva attraverso una nota stampa diffusa questo pomeriggio: “Chi lavora nelle cooperative continua a vivere l’estate come una lotta per sopravvivere. Per queste lavoratrici e lavoratori, il servizio estivo non è un extra: è reddito, è continuità, è l’unico modo per non restare senza stipendio per mesi. E invece cosa ricevono? Nessuna certezza, nessuna programmazione, orari poco chiari, condizioni spesso lontane dalla dignità, persino l’assenza di un pasto durante la giornata“.
“I lavoratori delle cooperative, come sempre, vengono lasciati senza risorse anticipate e senza tempi adeguati per organizzarsi, pagando tutto questo sulla propria pelle, ogni anno, allo stesso modo. Questa disparità è una scelta politica – sottolinea Usb – Stesso lavoro. Stessi bambini. Stessi spazi. Diritti completamente diversi. Quelle risorse potevano – e dovevano – essere utilizzate per garantire salari dignitosi, stabilità e condizioni di lavoro adeguate per tutte e tutti. Invece si continua a rafforzare un sistema ingiusto”.
L’allarme di Usb si estende anche alla qualità del servizio offerto alle famiglie genovesi. La creazione di “trattamenti differenziati tra chi lavora fianco a fianco” non danneggerebbe solo i singoli, ma l’intera tenuta del sistema educativo: “Si alimenta la diffidenza, si semina rancore dove dovrebbe esserci solidarietà, si indebolisce la capacità collettiva di rivendicare diritti. Chi ci guadagna? Non certo i lavoratori. Chi perde? Tutti. Perché un settore educativo spezzato, con personale demotivato e precario, non può garantire la qualità che bambini e famiglie meritano”.
Per uscire da quello che Usb definsce un “doppio standard nel pubblico”, la sigla sindacale indica un’unica via d’uscita: “La soluzione esiste ed è una sola: internalizzazione immediata del personale delle cooperative. Basta appalti al ribasso. Basta precarietà strutturale. USB ribadisce con forza che l’unità tra lavoratori del pubblico e del privato è l’unica strada possibile”.




