Celotti (Pd), ‘gestire meglio i tempi di pagamento di Tfr e Tfs’
01 aprile 2026 – ore 17:00 – “I problemi legati ai tempi di pagamento dei Tfr e Tfs e le differenze tra lavoratori del pubblico e del privato sono evidenti e si trascinano da ormai troppo tempo. Nonostante questa situazione, più volte denunciata, manca ancora una soluzione. Chiediamo dunque al presidente Fedriga, anche a valere sul suo ruolo di presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, di sollecitare il Parlamento e il Governo ad intervenire“. Lo afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) che porta in Consiglio la questione del “Superamento delle disuguaglianze nei tempi di erogazione del tfr/tfs tra settore pubblico e privato e revisione della disciplina sul cumulo pensionistico” attraverso una mozione che impegna il presidente della Regione a intervenire per chiedere una revisione della disciplina.
Attraverso la mozione, spiega Celotti, “si impegna dunque il presidente della Regione e la Giunta a chiedere una revisione della disciplina relativa al Tfr/Tfs dei lavoratori e delle lavoratrici del settore pubblico, in modo tale da eliminare l’attuale discriminazione sui tempi di erogazione che penalizzano i/le dipendenti del settore pubblico rispetto a quelli e quelle del privato, e ancora di più quanti e quante hanno richiesto di unificare i contributi versati in diverse gestioni, attraverso la disciplina del cumulo. Ritengo sia un passaggio dovuto di correttezza verso i lavoratori e le lavoratrici”.
Secondo la consigliera dem “è inaccettabile infatti che oggi in Italia il diritto al Tfr sia esigibile in due momenti diversi a seconda del settore in cui si è lavorato. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in quiescenza dovrebbero infatti avere pari diritto di entrare nelle disponibilità di quegli importi per utilizzarli sulla base delle proprie necessità e progetti. Non parliamo di quanti hanno alle spalle delle carriere miste fra settore privato e pubblico, e avendo usufruito dell’istituto del cumulo devono però attendere l’anzianità e quindi in diversi casi si trovano ad avere sospensioni ancora più lunghe”.
Proprio per questo, conclude Celotti “crediamo sia fondamentale, se da Roma non arrivano risposte, che sia la nostra Regione ad avanzare una richiesta forte e chiara in questo senso”.
[c.s.] [a.a.]



