“C’è una comunità consapevole che ripudia la guerra”. Gli aretini alla Marcia per la pace

Gli scout, il mondo dell’associazionismo, bambini e bambine, insegnanti e pensionati. Famiglie. Tutte le generazioni presenti alla marcia della pace di Arezzo che si è snodata per le strade del centro città a partire da piazza San Jacopo. In testa anche il vescovo Andrea Migliavacca.
Organizzato da tempo, l’evento ha coinciso con l’escalation di guerra nei paesi del Golfo dopo l’attacco da parte di Israele e Stati Uniti nei confronti dell’Iran. A riunire associazioni e movimenti è stata la Rete Aretina Pace e disarmo che ha organizzato la marcia per il terzo anno consecutivo portando avanti il messaggio “se vuoi la pace, prepara la pace” come ha spiegato nell’intervista il medico aretino Luigi Triggiano che fa parte della Rete.
“Per costruire la pace è necessario che le classi dirigenti e i governi dei vari Paesi antepongano il bene comune agli interessi economici di pochi. Non abbiamo bisogno di più armi, ma di una politica diversa. In piazza c’è la mobilitazione di una società civile consapevole, che vuole reagire alla politica di guerra e alla continua individuazione di un nemico.”
A sfilare anche i cartelli per la pace realizzati con i disegni degli studenti del Liceo Artistico “Piero della Francesca”.
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